mercoledì 13 aprile 2011

Chi l'ha detto che il golf è uno sport tranquillo ???

Da tempo giravano voci che nel laghetto del Carbrook Golf Club (Brisbane - Australia)ci fosse uno squalo...
Leggenda metropolitana ???
Mossa pubblicitaria ???
La storia era suffragata da un fondo di verità.
Nel 1990 il fiume adiacente al campo straripò e quando tornò nei suoi argini naturali, si constatò che molte specie ittiche erano finite nel lago...voci insistenti includevano tra i nuovi ospiti anche uno squalo!
Ma era un po' come il mostro di Lochness: tanti dicevano di averlo visto ma le prove lasciavano a desiderare...
Ma nell'era di Youtube, anche il fantomatico squalo aveva le ore contate !!!!




martedì 12 aprile 2011

3 curiosi video di delfini

3 curiosi video trovati su Youtube, con potagonisti i delfini:

Gatto e delfini:



delfini che giocano a "calcio" con le meduse:



delfini in un acquario che interagiscono con un visitatore "particolare":

lunedì 11 aprile 2011

Creature dagli abissi: lo squalo Goblin

Ho trovato un interessante trilogia di video dedicata a questo inquietante abitante degli abissi, lo Squalo Goblin (Mitsukurina owstoni)...peccato sia in giapponese :-(
Affascinante vedere lo squalo "dal vivo" con la bocca non estroflessa: generalmente l'iconografia mondiale lo propone sempre morto (!) e con l'apparato boccale in posizione di attacco.
Già il poverello non è un granchè in fatto di bellezza, conciato così poi ....
Queste rare immagini "live" restituiscono invece un po' di dignità a questo animale:



Il secondo video mostra l'originale meccanismo di estroflessione delle mandibole:



il meccanismo in funzione "dal vivo"...

venerdì 8 aprile 2011

Un'immagine per il weekend - I.Moreschi

Isabella Moreschi - Filippine 2006
Sarà che le temperature sono quasi estive... Sarà che questo lungo inverno mi pare ormai lontano... Sarà che ho tanta voglia di tropici... Sarà che le Filippine mi sono rimaste nel cuore... ...non so voi, ma oggi vorrei tanto essere su quella spiaggia !!! Buon weekend ! :-)

giovedì 7 aprile 2011

Un'altra specie a rischio estinzione :-(

Gli effetti del disastro ambientale causato dalla perdita di petrolio dalla piattaforma BP Deepwater Horizon, non accennano a diminuire, anzi...

Man mano che passano i mesi, si inizia ad avere un quadro più chiaro della situazione = danni incalcolabili all'ecosistema marino. L'ultimo aggiunto in ordine di tempo,riportato in questo articolo di Underwater times, è il rischio di estinzione per il cavalluccio marino nano, che vive nelle praterie di alghe del Golfo del Messico, Florida e Caraibi.

Già decimato a causa della pesca ai gamberetti e della riduzione delle fanerogame che costituiscono il suo habitat ( dal 1950 Alabama, Mississippi, Louisiana, Texas e le Bahamas hanno perso il 90% delle praterie di alghe)il cavalluccio nano si avvia verso l'estinzione con l'ulteriore colpo di grazia dovuto all'inquinamento da petrolio e dai diluenti riversati in mare per cercare di arginare il disastro.

La specie è stata iscritta nella lista "Endangered Species Act", per tentarne un'estremo salvataggio... :-(

Di seguito l'articolo originale, da cui è tratta anche l'immagine:

Group: Oil Disaster In Gulf Of Mexico Pushes Already Imperiled Dwarf Seahorse Closer To Extinction

NEW ORLEANS, Louisiana -- The Center for Biological Diversity today filed a petition seeking Endangered Species Act protection for the dwarf seahorse, a one-inch long seahorse that lives in seagrass beds in the Gulf of Mexico, Florida and the Caribbean. The seahorse is threatened with extinction due to pollution from the BP Deepwater Horizon oil spill, decline of seagrass throughout its range and commercial collection. "Our country's tiniest seahorse is just one of the many victims of ongoing pollution from the Gulf oil spill disaster," said Tierra Curry, conservation biologist at the Center and author of the petition. "The dwarf seahorse now needs Endangered Species Act protection to have a fighting chance of survival." The dwarf seahorse was declining even before the BP oil spill contaminated much of its remaining range. Oil pollution and dispersants used to break up oil are toxic to both seahorses and the seagrasses they need to survive. "Oil spills like the one nearly a year ago in the Gulf of Mexico exact a long and terrible toll on marine life, especially species like the dwarf seahorse that have already been struggling to survive," Curry said. "These kinds of catastrophic spills will continue to be a threat as long as our country continues to push for more and more offshore drilling." Since 1950 the state of Florida has lost more than half its seagrasses, with loss in some areas exceeding 90 percent. Seagrass loss has also been dramatic in Alabama, Mississippi, Louisiana, Texas and the Bahamas. Because the dwarf seahorse is a habitat specialist, loss of seagrass equates directly to seahorse population declines. The dwarf seahorse is the smallest of the four seahorse species found in the United States, and it is the third-smallest seahorse in the world. In addition to oil pollution, the seahorse's seagrass habitat is threatened by declining water quality, damage from boat propellers and shrimp trawlers, and global climate change. Seahorses are unique in that the males become pregnant and give birth to miniature versions of the adults. Seahorses form monogamous pair bonds, and partners meet each morning and perform a daily greeting ritual. Males wrestle with each other for access to mates, but once a pair bond is formed, seahorse couples ignore other seahorses. Dwarf seahorses live for only one year.

mercoledì 6 aprile 2011

Una questione...spinosa

E' di oggi un articolo di National Geographic intitolato "Squali contro pesci scorpione" che mi ha lasciata a dir poco sconcertata: A Roatan (Honduras - America centrale) i funzionari del Parco Marino, stanno cercando di abituare gli squali locali a mangiare i pesci scorpione (Pterois volitans) notoriamente velenosi, per tenerne sotto controllo la specie, giudicata invasiva. Per raggiungere lo scopo, migliaia di pesci scorpione sono stati uccisi dai subacquei ed offerti, morti o feriti, agli squali per abituarli al sapore della nuova preda. Se per migliaia di anni hanno snobbato questo tipo di pesce, ci sarà un perchè !!! Mi pare che la toppa per aggiustare il danno sia peggiore del danno stesso...soprattutto temo che vada a discapito di specie già a rischio estinzione come gli squali. Mah....sono basita... Riporto alcuni brani dell'articolo. Tutte le immagini sono di Antonio Busiello e sono tratte dal sito di National Geographic. Un Carcharhinus perezi (squalo delle acque tropicali dell'Atlantico Occidentale) addenta un pesce scorpione nelle acque cristalline del parco marino Roatan a largo dell'Honduras. Un pasto funzionale all'equilibrio ambientale. Lavorando con i funzionari del parco, i sub del luogo stanno provando a spingere gli squali a cibarsi di una specie invasiva proveniente dagli oceani Pacifico e Indiano. Privi dei loro naturali predatori i pesci scorpione si sono diffusi su larga scala nelle acque dei Caraibi e della costa sud orientale degli Stati Uniti, dopo essere stati introdotti accidentalmente in queste acque da un appassionato di acquari, una decina di anni fa. In Honduras "i sub che hanno familiarità con gli squali, hanno deciso di incoraggiarli a cibarsi di pesci scorpione" ha detto il fotografo Antonio Busiello, che ha documentato la loro attività con queste foto. "Se questi predatori cominciassero a cibarsi di pesci scorpione, in un tempo ragionevole questa specie sarebbe tenuta sotto controllo all'interno dell'ecosistema". (....) La diffusione dei pesci scorpione è una cattiva notizia per l'ecosistema corallino caraibico, perché rischiano di soppiantare le specie locali come le Lutjanidae o le cernie (Epinephelinae) in particolare dove sono già state decimate dalla pesca selvaggia. I pesci scorpione potrebbero inoltre eliminare preziose specie alla base della catena alimentare, come gli scaridi (o pesci pappagallo), che essendo erbivori prevengono la diffusione selvaggia di alghe e vegetali all'interno delle barriere coralline. (....) "Come in ogni angolo dei Caraibi, il parco marino Roatan sta cercando una soluzione; un'idea è quella di portare questi pesci sulle tavole e convincere le persone a cucinarli e mangiarli", afferma il fotografo Antonio Busiello. Si dice che il pesce scorpione sia gustoso una volta rimosse le spine velenose. "Durante una competizione organizzata dal parco, più di 1700 pesci scorpione sono stati cacciati e cucinati in un solo giorno" dice Busiello, che aggiunge "un sommozzatore con un fucile subacqueo ne ha uccisi da solo più di 60. Sono davvero ovunque". (....) "All'inizio, i sommozzatori hanno ucciso i pesci scorpione per darli in pasto agli squali, cercando di stimolarne il gusto" ha dichiarato Busiello. "In un secondo momento, per stimolare l'interesse degli squali, i sommozzatori hanno cominciato a lasciargli pesci scorpione feriti, in modo che potessero testarne il sapore. Dopo un po' gli squali hanno cominciato a cacciarli e inseguirli". Molti squali possono cibarsi di prede velenose, come i pesci scorpione, e non avvertire nessun effetto, secondo quanto riportato dal Museo di Storia Naturale della Florida. (....) "Gli effetti di questa attività non sono ecologicamente rilevanti fino a quando gli squali non predano intenzionalmente i pesci scorpione, senza bisogno dell'intervento umano" ha affermato Morris. "Speriamo un giorno di riuscire a documentare un predatore che agisce in questa maniera, ma per il momento non abbiamo riscontro".

martedì 5 aprile 2011

Gli squali volpe di Monad Shoal

Il blog The Best Shark Dive in the World riporta un'interessante ricerca sugli squali volpe che frequentano la "stazione di pulizia" (cleaning station) di Monad Shoal, Isola di Malapascua, Filippine.
Ho avuto il piacere di effettuare alcune immersioni in questo sito, nel 2006, e di vivere la "magia" di questa attesa.
Monad Shoal è una secca sommersa che emerge dal blu, un enorme "cilindro" che arriva fino a 24 metri dalla superficie, formando un pianoro.
Il paesaggio è lunare, a causa della pesca con dinamite praticata fino a pochi anni fa. Oggi invece è uno dei siti di immersione più rinomati di tutto l'arcipelago delle Filippine, proprio grazie alla presenza di numerosi esemplari di
Alopias pelagicus
che frequentano quotidianamente le numerose stazioni di pulizia presenti sul cappello della secca.
Le "visite" sono molto frequenti verso l'alba, per poi diradarsi nel corso della giornata. Oltre agli squali volpe, anche altri tipi di squali, mante e mobule apprezzano il lavoro dei piccoli pesci pulitori.

Di seguito il link alla ricerca portata avanti dall'associazione THE THRESHER SHARK research & Conservation project
(in inglese):

"Oceanic Sharks Clean at Coastal Seamount" di Simon P. Oliver, Nigel E. Hussey, John R. Turner, Alison J. Beckett.

ed alcuni video da Youtube: i primi 2 fanno parte dello studio (telecamera fissa senza la presenza del videoperatore), mentre l'altro è stato filmato da un sub.