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giovedì 28 aprile 2011

E stasera....pesce per tutto il villaggio !!!!




Secondo l'articolo riportato dall'International Business Times, qualche giorno fa sarebbe stato ritrovato, spiaggiato lungo la costa di Guangdong (Cina), un esemplare di un pesce sconosciuto.
Niete di strano, è successo altre volte....se non fosse per le straordinarie dimensioni dell'animale: 16 metri di lunghezza per un peso stimato di oltre 4 quintali !!!!
Purtroppo non si sa se l'avanzato stato di decomposizione del pesce consentirà di scoprire di più...
Secondo testimoni locali, al momento della scoperta l'animale era "imbragato" con alcune corde, probabilmente da pescatori del posto che poi l'hanno abbandonato a causa delle ovvie difficoltà di trasporto.

Di seguito l'articolo originale:

55 Feet Long Unknown Fish Species Found in China

A 55 feet long fish has been found in the seashore of Guangdong, China.
According to a local newspaper, the big fish weighs at least 10,000 pounds.
Hwang, a 66-years-old fisherman living in the near area, said he has never seen anything like this in his whole life and that the fish was tied with ropes when it was first found.
Many people have flocked to see this strange specimen since its discovery, although its rotting corpse already emits a foul smell.
The people living in the area think the fish was caught by some fisherman but was abandoned due to its heavy weight, hence the ropes.
Due to the serious decay of the fish's body, it is almost impossible to identify the species, according to the local newspaper.
The fish was discovered on April 25th.

lunedì 7 marzo 2011

E' l'ora di mante e mobule

Dal Daily Mail di oggi:

La stupidità umana cambia target: dopo aver decimato la popolazione di squali mondiale, con più di 70 milioni di esemplari uccisi ogni anno per le pinne da mettere nella famigerata zuppa cinese ed un terribile impatto sull'ecosistema marino, il mercato ha cambiato obiettivo: mante e mobule sono ora in grave pericolo di estinzione.
Pare infatti che nelle credenze popolari cinesi, le loro branchie essiccate siano utilizzate per un' altra zuppa dell'orrore, considerata ottima per pulire il sangue dalle tossine e per abbassare la temperatura corporea.
Un kg di branchie essiccate viene valutato fino a 200 $, manna per le popolazioni di paesi quali India, Filippine, Indonesia. Solo pochi Paesi al mondo tutelano questi animali con leggi specifiche: Maldive, Ecuador, Hawaii ed alcune isole del Giappone.
Speriamo di non dover incontrare questi splendidi animali solo sui francobolli, come accaduto con il baniji, delfino cinese di acqua dolce, di cui ho parlato pochi giorni fa :-(

Di seguito l'articolo originale:

Slaughtered for the market place: Huge rise in ray hunting threatens ocean's 'gentle giants'

By Daily Mail Reporter


They are known as the ocean's gentle giants, but an alarming rise in manta and mobula ray hunting could threaten the very existence of the species.
From India to Ecuador, manta and mobula fishing has become big business for fisheries who are selling their gills to be used in soups and traditional Chinese medicine.
Conservationists have warned that demand could soon rival that of the controversial shark fin trade.
The rays are pulled from the ocean, either with fine gill nets or spears, and slaughtered to meet growing demand, mainly from the Chinese market.

Chinese practitioners believe the consumption of gills helps reduce toxins in the blood by purifying and cooling it, reducing body temperature and aiding blood circulation.
A belief that these gills boost the body's immune system, especially when swine and bird flu make daily headlines, has further boosted demand.
One kilogram of gill rakers from a mature Indonesian manta sells for up to $200 in the dried seafood markets of China.
Manta and mobula hunting has become big business because they are easy to catch.
But conservationists are concerned that because of overfishing the rays might be facing extinction before scientists are able to fully uncover all of the mysteries they hold.
A single fishing fleet can easily wipe out a local manta population in weeks or months, with little chance of stocks replenishing given their slow reproduction, limited local populations and lack of migration for some of the species.
Their slow maturation and reproductive cycles have raised serious concerns for the future of these species.
A butcher holds up the head of a slaughtered mobula ray before its gills are removed and sold
Growing demand for the manta and mobula rays, in part thanks to the loss of regional sharks, has transformed subsistence and localised fishing into a global, commercialised, export operation.
In some fishing villages in Indonesia alone, fishermen are catching more than 2,000 mantas each year.
In the Philippines, reports from the Bohol Sea region - a location where major manta fishing is centred - indicate that mantas are now rare in many places where they were once common.
No international laws and only a handful of national laws exist to prevent ray fishing.
Mantas are only protected in a handful of areas around the world including the Maldives, Hawaii, Ecuador and the Yaeyama Islands, Japan.
The manta ray is the largest of the all the rays.
They can grow up to 25ft across and weigh around 5,100lb.
They are mainly found in tropical waters and feed mostly on plankton, which is filtered into their bodies through their gills as swim.
Perfectly stream-lined for gliding through the water, the manta ray can reach speeds of up to 7mph.
They are often spotted swimming with divers and will sometimes surface alongside boats.

mercoledì 23 febbraio 2011

Baiji : il delfino dello Yangtze





Addio Baiji, delfino cinese!


Da 4 anni ci si chiede se è proprio vero, se il simpatico delfino dello Yangtze si è estinto per sempre o se da qualche parte, in qualche ansa dell'enorme fiume, questo buffo cetaceo sta ancora giocando a nascondino con i ricercatori.


Traduzione liberamente tratta da EDGE

Secondo la leggenda cinese il Baiji, grazioso delfino d'acqua dolce, è la reincarnazione di una principessa con una triste storia, annegata nelle acque del fiume Yangtze (Cina).
E'stato dichiarato tesoro nazionale di altissimo livello, ma lo Yangtze è oggi uno dei corsi d'acqua più frequentati e più degradati del mondo e, nonostante per oltre due decenni gli ambientalisti abbiano chiesto che la specie potesse essere protetta mediante l'istituzione di un'area per la riproduzione (situata in una zona paludosa distante dal canale principale dello Yangtze) e nonostante l' ampio dibattito da parte delle organizzazioni internazionali di conservazione, poco lavoro attivo è stato realizzato per proteggere la popolazione del Baiji in rapido declino.
Una recente indagine su vasta scala non è riuscita a trovare alcun esemplare superstite nel fiume e la specie è da cosiderarsi probabilmente estinta.


Nome: Lipotes vexillifer (in cinese baiji)
Ordine: Cetacea
Famiglia: Lipotidae


Tradizionalmente i delfini di fiume sono stati raggruppati in una sola famiglia, Platanistidae.
Tuttavia, studi genetici hanno dimostrato che essi rappresentano un gruppo convergente di specie affini solo lontanamente (per esempio, per aver ridotto gli occhi o perché hanno ciascuno si è evoluto in simili ambienti fluviali).
Il Baiji è ormai noto che si è discostato da altri delfini di fiume circa 20-25 milioni di anni fa, ed è considerato l'unico rappresentante dei Lipotidae, un'intera famiglia di cetacei.

Dimensioni:
Lunghezza del corpo: Maschi: 141-216 centimetri Femmine: 185-253 cm
Peso: maschi: 42-125 kg Femmine: 64-167 kg

Il Baiji è un delfino d'acqua dolce elegante, caratterizzato da un lungo rostro leggermente all'insù e bassa dorsale triangolare. Come altri delfini di fiume, ha bisogno di poco per la visione nelle acque fangose e di conseguenza ha occhi a malapena funzionali. E 'azzurro-grigio chiaro con il ventre bianco.
La femmina è generalmente più grande del maschio.
Il gruppo di solito è di piccole dimensioni, costituito da quattro o cinque animali, anche se aggregazioni fino a undicidi individui sono stati osservate nelle zone con abbondante presenza di prede.

Gli avvistamenti negli ultimi 15 anni sono stati estremamente rari, in genere di coppie o individui solitari, riflettendo il precipitoso declino della specie.
Il Baiji caccia la mattina presto o durante la notte, le femmine raggiungono la maturità a otto anni e danno vita a un piccolo ogni due anni circa.
Un esemplare maschio di baiji, 'Qi Qi', è sopravvissuto nel delfinario di Wuhan per oltre 22 anni.

Distribuzione
Endemica del bacino dello Yangtze nella Cina orientale. La specie è stata recentemente registrata nel tratto del medio e basso del fiume Yangtze tra Yichang e Shanghai; questa distribuzione storica è sempre stata a valle del sito del progetto di diga delle Tre Gole. Fino al 1950 la specie era presente anche nel fiume Qiantang. Una serie di sondaggi condotti tra il 1997 e il 1999 ha fornito una stima minima di popolazione di soli 13 individui. Sebbene un certo numero di avvistamenti non verificabile siano stati segnalati dai pescatori locali negli anni scorsi, una recente (novembre-dicembre 2006) indagine internazionale su vasta scala non è riuscita a trovare nessun delfino sopravvissuto nello Yangtze, ed è probabile che la specie sia ormai estinta.
Popolazione
I risultati dell'indagine indicano che i numeri sono diminuiti rapidamente e continuamente nel corso degli ultimi 30 anni, da circa 400 animali nel 1980 a solo 100 animali nel 1990. Il decremento della popolazione è stato stimato a circa il 10% per anna.

Status Il Baiji è classificato come in pericolo critico C2a (ii); D nella Lista Rossa IUCN delle 2.010 specie minacciate.
E' stato dichiarato estinto funzionalmente nel 2007 (ossia non si esclude che ci posssa essere ancora qualche esemplare, ma il numero è così ridotto da pregiudicare ogni tentativo di riproduzione della specie).

Minacce: La principale minaccia per la sopravvivenza del baiji è l'enorme impatto umano sull'ecosistema degradato dello Yangtze. Più di 400 milioni di persone vivono nel bacino del fiume, e le sponde sono piene di grandi città industrializzate.
Il fiume è una delle più frequentate vie del mondo, ed è fortemente utilizzata per i trasporti, la pesca e lo sviluppo industriale. Probabilmente la causa principale di mortalità è da imputarsi alle catture accidentali da reti e dalla pesca illegale (elettro-pesca bandita due decenni fa in Cina perché uccide i delfini, è ancora ampiamente utilizzata lungo lo Yangtze).
Altre morti sono il risultato di collisioni con le barche, e le esplosioni subacquee per il mantenimento di canali di navigazione. L'ambiente dello Yangtze è stato ulteriormente degradato dall'inquinamento, lo sbarramento a monte e dal dragaggio dei fondali. In particolare, il recente completamento della diga delle Tre Gole pregiudica la presenza di pesce a valle e riduce ulteriormente le aree di habitat idonei.
Il Ministero dell'Agricoltura cinese ha imposto restrizioni sulla pesca e sugli scarichi di sostanze nocive nel fiume, ed ha designato ufficialmente una serie di riserve per il baiji nei principali canali tra Honghu e Zhejiang. Tuttavia, non c'è stato un grande sforzo per far rispettare queste misure di conservazione, e non vi è alcuna differenza apparente tra i livelli di pesca legale e illegale nelle riserve per i baiji e nel resto del fiume.

Pur essendo elencati in Appendice I della CITES e che è stato una specie protetta in Cina dal 1975, le indagini svolte negli ultimi venti anni hanno indicato un calo costante della popolazione, fino ad arrivare ai disastrosi risultati del 2006.


Mi sa che gli unici baiji rimasti li vedremo sui francobolli... :-(



Altri articoli (in inglese) sul Baiji, qui:

PhysOrg - 2010
Dr.Sam Turvey - 9 aprile 2009
Dr.Sam Turvey - 27 aprile 2009


Questo post partecipa, a modo suo, a "Giochiamo a viaggiare" di Mammagiramondo.