domenica 25 settembre 2011
L'acquario più piccolo del mondo
Le sue misure? 30 mm di larghezza per 24 mm di altezza e 14 mm di profondità.
Servono solo 10 ml di acqua per riempirlo, pari a 2 cucchiaini da the...
Altre mini creazioni di Anatoly Koneko...
martedì 28 giugno 2011
Lo squalo ciclope...


mercoledì 22 giugno 2011
Strane creature dal Mar Bianco / 2

Coryphella polaris - Photo by Alexander Semenov
3 mesi fa avevo già parlato di Alexander Semenov, biologo e fotografo russo, e delle strane creature del Mar Bianco che lui ama immortalare in condizioni ambientali proibitive.
Alexander lavora alla White Sea Biological Station (WSBS ovvero Stazione Biologica del Mar Bianco) situata vicino al circolo polare, sulla costa della Baia Kandalaksha del Mar Bianco e si occupa della ricerca e dello studio delle specie marine che vivono in questi ambienti estremi.
Si può seguire il suo lavoro tramite il suo Blog (purtroppo solo in russo) o sulla galleria del suo sito (in inglese).
Per correttezza l'autore specifica che molte creature vengono fotografate in laboratorio (a causa delle loro ridotte dimensioni, o per motivi di ricerca, o per condizioni ambientali limite quali profondità etc.) e poi rilasciate. Ma si tratta pur sempre di foto meravigliose di soggetti al di là della portata di un normale sub.
Eccone alcuni esempi:




mercoledì 15 giugno 2011
Et voilà !!!
durante una sosta alla "cleaning station" (stazione di pulizia):
Riprese effettuate a Thomas Reef - Sharm El Sheikh - Agosto 2010
martedì 14 giugno 2011
Il relitto del Pozzino

Ricostruzione dell'imbarcazione rinvenuta nella Baia del Pozzino

Monete ritrovate nel relitto

contenitori di piombo trasportati dall'imbarcazione romana

i 136 cilindretti trovati nella cassetta del medico di bordo
Tutte le immagini pubblicate qui sono tratte dal sito ArchArt.
Ho trovato una notizia pubblicata oggi dal Corriere della Sera, relativa ad un antico relitto scoperto lungo la costa di Piombino (Toscana),che mi ha incuriosita molto.
Ho cercato online (Il fatto storico , Discovery, Sito dell'Archeologo Enrico Ciabatti) ma in realtà non si tratta proprio di una "news".
Il relitto di questa antica imbarcazione romana, lunga 15 metri e larga 3, risalente al 140-120 A.C., è stato individuato nella Baia del Pozzino addirittura nel 1974, ad una profondità di 18 metri.
Trasportava materiale vario dai Paesi sulla costa del Mediterraneo orientale : anfore di vino da Rodi, tazze di vetro dall'area Siro-palestinese, lucerne dall'asia Minore, vasi da Cipro, ceramiche da Pergamo ed Atene.
Insieme a questo materiale, nel 1989 è stata rinvenuta anche l'attrezzatura di un medico, presumibilmente quello che prestava servizio a bordo.
Ritrovamento eccezionale, in quanto il materiale contenuto nella sua cassetta, è risultato perfettamente conservato ed in grado di svelarsi dopo 2000 anni: oltre agli usuali strumenti, c'erano anche 136 cilindretti in legno, rivestiti di stagno,che contenevano delle pastiglie verdi (ciascuna di circa tre centimetri di lunghezza e mezzo centimetro di spessore).
Poiché i contenitori erano sigillati, le pillole si sono preservate nonostante i 2 millenni trascorsi sul fondo del mare ed ora (dopo più di 20 anni dal ritrovamento dei cilindretti) gli scienziati dello Smithsonian’s National Zoological Park, sono stati in grado di analizzare i frammenti di DNA in due delle pillole.
Esse contenevano vari tipi di erbe, tra i quali è stato possibile riconoscerne qualcuna: carote, ravanelli, prezzemolo, sedano, cipolla, cavolo, erba medica, achillea ed ibisco.
Un’ipotesi avanzata dagli studiosi, è che le pillole venissero disciolte nell’acqua o nel vino per creare una sorta di integratore da bere durante i lunghi viaggi.
Un paio di immagini d'epoca delle prime campagne di scavo, tratte dal Sito dell'Archeologo Enrico Ciabatti:


lunedì 13 giugno 2011
Micronesia: un essere misterioso
Vorrei tanto sapere il nome di questo ...corallo? che, toccato con il bastoncino metallico, si sbianca di colpo (per poi tornare "normale" qualche minuto dopo).
Mi sono scordata di chiederlo alla guida ed ora pare difficilissimo risalire alla specie :-(
venerdì 27 maggio 2011
Per festeggiare un evento...speciale !!

Dal sito wired.co.uk un simpatico articolo di Olivia Solon, che riassumo:
il 3 giugno andranno all'asta un paio di bottiglie di champagne decisamente speciali.
Provengono infatti dal carico di una goletta a 2 alberi affondata nel Mar Baltico, presso le Isole Aland, nei primi anni dell' 800 e ritrovata da alcuni subacquei finlandesi nel 2010.
Il nome dell'imbarcazione è tuttora sconosciuto, ma si ipotizza che il carico fosse destinato addirittura allo zar russo a S. Pietroburgo.
Delle 168 bottiglie trovate, ne sono rimaste 145 (una "assaggiata" dallo scopritore del relitto) di cui 2 verranno vendute.
Lo champagne, decisamente d'annata, è di marca Veuve Clicquot, Juglar (non più esistente e fuso oggi con Jacquesson) e Heidsieck. Sono state ritrovate inoltre 5 bottiglie di birra, che verranno analizzate per scoprire qualcosa di più sugli ingredenti, la ricetta e sul ruolo del lievito nella produzione della birra ad inizio '800.
Se avete qualcosa di speciale da festeggiare...
;-)
200-year-old shipwrecked champagne to go on sale
by Olivia Solon
In the early 1800s, a two-masted schooner sank in the Baltic Sea near the Åland islands. In 2010, divers found the ship with its structure largely intact with a cargo hold that was empty apart from 168 champagne bottles. Now, two of the bottles are going on sale.
The champagne dates which has been dubbed the "world's oldest", has been very well preserved in the darkened depths of the Baltic and 145 of the bottles have been deemed drinkable. Diver Christian Ekstrom, who found the loot while exploring the shipwreck, opened one as soon as he had found it and described it to have a very sweet and oaky taste with very small bubbles.
It's not clear what happened to the remaining 23, but one can imagine Christian and his companions insisting that they were spoiled. *Hic*.
After 200 years under water, the corks were in a very fragile state. So the Åland Government consulted cork producer Amorim who advised on the process of replacing the cork stoppers with tailor-made new ones. So far only a few have had their corks replaced, while the majority are still immersed in water to prevent air from spoiling the booze.
After further analysis of the bottles it was discovered that there was an assortment of Veuve Clicquot, Juglar (now defunct and merged into Jacquesson) and Heidsieck from the early 1800s.
Also amongst the bottles were five bottles of a golden, cloudy beer, which Finnish chemists at the VTT Technical Research Centre are analysing to determine the ingredients and possibly the recipe. They are keen to find out what yeast was used because the role of yeast in beer brewing was not fully understood in the early 1800s, according to VTT spokesperson Annika Wilhelmson.
The Government of Åland, which owns the bottles, has decided to auction off two of the champagne bottles in an auction in Mariehamn, Aland on 3 June, 2011. They are expected to attract "record prices", which some have estimated to be as much as 100,000 Euros.
The name of the wreck is still unknown, and so is its destination, but it has been speculated that the cargo was destined for the Russian Tsar's court in St Petersberg. There are no known archived references to the ship's origin or sinking. What we do know is that it was a carvel-built, two-masted schooner measuring 21.5 metres long and 6.5 metres wide. It is hoped that it might eventually be possible to date the wood in the hull using dendochronology, or counting tree rings.
If you have a bit of cash to spare, the auction -- which is run by Acker Merrall & Condit -- takes place at 3pm at the Alandica Culture and Congress Centre. If you can't make it to the Åland islands, you can still bid online or over the phone.
mercoledì 25 maggio 2011
Scoperto il più grande ritrovo di squali balena !!!!

Assembramento di squali balena presso le coste dello Yucatan - Messico - Agosto 2009.
This is an aerial photograph of whale sharks feeding at the Afuera aggregation in August 2009.
Credit: Oscar Reyes
Riporto un interessante articolo pubblicato da Underwater Times.com: gli scienziati dello Smithsonian Institute hanno scoperto un enorme assembramento di squali balena (Rhincodon Typus) nel pressi della costa dello Yucatan (Messico).
Sebbene altre località siano famose per la possibilità di incontare questi innocui giganti del mare (es. Ningaloo Reef - Australia , Djibouti - Africa, Richelieu Rock -Thailandia etc. ) il "ritrovo" di Afuera risulta eccezionale, dato che non si tratta di singoli esemplari o tuttalpiù qualche decina....
Qui sono stati contati fino a 420 squali balena, intenti a nutrirsi contemporaneamente, costituendo il più grande ritrovo mondiale !!!
Ma cosa porta questi animali lungo le coste dello Yucatan ????
Dall'esame delle acque, gli scienziati hanno scoperto che sono ricche di uova di pesce; tramite l'esame del DNA, è stato possibile classificarle come appartenenti alla specie Euthynnus alletteratus, un piccolo tonno membro della famiglia dello sgombro.
Svelato l'arcano...
E per le prossime vacanze....TUTTI IN MESSICO !!!!!
:-)
Ecco l'articolo originale (in inglese) :
Feeding On Tunny, Scientists Discover The Largest Assembly Of Whale Sharks Ever Recorded
WASHINGTON, D.C. -- Whale sharks (Rhincodon typus) are often thought to be solitary behemoths that live and feed in the open ocean. Scientists at the Smithsonian Institution and colleagues, however, have found that this is not necessarily the case, finding that whale sharks can be gregarious and amass in the hundreds to feed in coastal waters.
Aggregations, or schools, of whale sharks have been witnessed in the past, ranging from several individual sharks to a few dozen. However this new research, which involved both surface and aerial surveys, has revealed an enormous aggregation of whale sharks—the largest ever reported—with up to 420 individuals off the coast of the Yucatán Peninsula in Mexico. What brings them together is food.
"Whale sharks are the largest species of fish in the world, yet they mostly feed on the smallest organisms in the ocean, such as zooplankton," said Mike Maslanka, biologist at the Smithsonian Conservation Biology Institute and head of the Department of Nutrition Sciences. "Our research revealed that in this case, the hundreds of whale sharks had gathered to feed on dense patches of fish eggs."
While whale sharks may seem conspicuous as the heaviest and longest of all fishes, growing more than 40 feet long, there is still much that is unknown about them. They have a very widespread distribution, occurring in all tropical and sub-tropical regions of the ocean around the world. Understanding this filter-feeder's diet is especially important since food sources determine much of the whale shark's movement and location.
During the dozens of surface trips that team members made to the aggregation, called the "Afuera" aggregation, they used fine nets to collect food samples inside and immediately outside the school of feeding whale sharks. Scientists then used DNA barcoding analysis to examine the collected fish eggs and determine the species. They found that the eggs were from little tunny (Euthynnus alletteratus), a member of the mackerel family.
"Having DNA barcoding is an incredibly valuable resource for this research," said Lee Weigt, head of the Laboratories of Analytical Biology at the Smithsonian's National Museum of Natural History. "It not only allowed us to know what exactly this huge aggregation of whale sharks were feeding on, not readily done from only physical observations of eggs, but it also revealed a previously unknown spawning ground for little tunny."
The team of scientists also examined a nearby, less dense aggregation of whale sharks, known as the Cabo Catoche aggregation, off the northern tip of the Yucatán Peninsula. They found that the prey of this group mostly consisted of copepods (small crustaceans) and shrimp. Increased sightings at Afuera coincided with decreased sightings at Cabo Catoche, and both groups had the same sex ratio, implying that the same animals were involved in both aggregations.
"With two significant whale shark aggregation areas and at the very least one active spawning ground for little tunny, the northeastern Yucatán marine region is a critical habitat that deserves more concerted conservation effort," said Maslanka.
The whale shark is listed as "vulnerable" with the International Union for Conservation of Nature and Natural Resources. Populations appear to have been depleted by harpoon fisheries in Southeast Asia and perhaps incidental capture in other fisheries.
lunedì 23 maggio 2011
Record di apnea dinamica con... delfini !

Il romano Simone Arrigoni, ha stabilito il nuovo record di apnea dinamica con l'ausilio di una coppia di delfini, presso il parco acquatico Zoomarine di Torvajanica (Roma).
Tralasciando il fatto che vedere gli animali in cattività mi stringe il cuore, penso che sia stata un'esperienza incredibile, per Simone, potersi allenare ed interagire con questi cetacei infrangedo il suo precedente record con il loro aiuto.
In più ha anche una faccia simpatica, il che non guasta ;-)
Nel dettaglio: Simone ha compiuto 13 voltas, corrispondenti a 657 metri complessivi, sospinto da due esemplari della specie «Tursiops truncatus», i delfini Paco e Marco, in un tempo di 1'53''.
"Voltas" è un termine portoghese che definisce un'ampia ruota verticale effettuata da un uomo in immersione spinto da uno o due delfini. Un esercizio che richiede potenza, equilibrio e sincronismo assoluto con gli animali, rendendo la permanenza in apnea ancora più difficile. Un anno fa Simone Arrigoni aveva stabilito, sempre a Zoomarine, il record di 12 "voltas", per un totale di 607 metri complessivi, in 1'42''. Tra le curiosità della sfida il fatto che i delfini debbano risalire in superficie almeno un paio di volte durante la prova per respirare, mentre l'apneista rimane fisso in posizione, sottacqua. (fonte "Il Giornale" del 20.05.2011)
Ecco il video:
martedì 17 maggio 2011
Una gita ai Faraglioni di Capri con....

Avvistamenti emozionanti nelle nostre acque !!!
Gita ai Faraglioni di Capri per un gruppetto di 4 grampi (Grampus griseus) : Video da "Repubblica TV"
:-)
lunedì 9 maggio 2011
Scoperto nuovo mammifero marino !!!!!

O almeno è quanto emerge dal Corriere della Sera di oggi......
Con questa frase:
"Benchè considerate rettili, le tartarughe sono fra i pochi mammiferi del mare"
il giornalista Franco Brevini, si guadagna un meritato posto nel mio cuore.....come si fa infatti a non provare istantanea simpatia per uno che scrive una cazzata così enorme ????
:-)
L' articolo sulla salvaguardia delle tartarughe in Borneo però era interessante....
venerdì 6 maggio 2011
Enorme teca ovarica di calamaro a Punta Campanella !!!

Riporto un articolo molto interessante apparso sulla pagina di Metropolis web di oggi, che riporta un'eccezionale avvistamento nell'Area Marina Protetta di Punta Campanella(NA):
MASSA LUBRENSE - 06/05/2011 -
Non hanno creduto ai loro occhi, Daniele Castrucci e Edoardo Ruspantini, i due subacquei napoletani del TGI Diving Sorrento (Napoli) durante un'immersione nell'area marina protetta. A 50 metri di profondità, nel mare di Punta della Campanella, hanno fatto un avvistamento particolare. Una sfera trasparente di circa 1 metro di diametro, gelatinosa e attraversata da una specie di condotto più scuro che si allargava a forma di imbuto alle due estremità. Incuriositi i due sub hanno, per fortuna, scattato foto e girato un breve video. In poco tempo le foto hanno fatto il giro del web e così, tra gli appassionati subacquei di tutta Italia, è nata un'accesa discussione sul misterioso avvistamento. Vengono individuate due osservazioni identiche in Croazia, Norvegia e Nuova Zelanda. I link svelano in parte il mistero: si tratta di una massa gelatinosa contenente uova di una qualche specie di calamaro. I biologi marini chiariscono definitivamente: si tratta, per la precisione, di una grossa teca ovarica di calamaro, contenente migliaia di uova, come sostiene il professore Roberto Sandulli, biologo marino dell'Università Partenope di Napoli, interpellato dall'Area Marina Protetta di Punta Campanella.
Più difficile individuare di quale specie di Calamaro si tratti, visto che in Italia sono censite ben 26 diverse specie di calamari e totani. Soltanto il prelievo di un campione avrebbe consentito una esatta definizione dell'esemplare. Secondo gli esperti l'emissione delle uova all'interno di masse gelatinose è della famiglia degli Ommastrefidi (Ommastrephidae), presente in Mediterraneo con 4 specie Ommastrephes bertramii, Illex coindetii, Todarodes sagittatus e Todaropsis eblanae, chiamate tutte con il nome comune di totano. Potrebbe essere dunque una femmina di totano la madre delle decine di migliaia di calamaretti contenuti nella sfera di Punta Campanella. Ma non è escluso che si possa trattare anche di una specie aliena di calamaro, il Notodarus gouldi, sconosciuto nei nostri mari.
lunedì 2 maggio 2011
"Fish Dependence Day"

Povero Mediterraneo....
secondo una ricerca del New Economics Foundation l'impoverimento dei nostri mari diventa ogni anno più grave, la pesca nazionale non riesce a supportare il nostro fabbisogno se non per pochissimi mesi e l'importazione di pesce per le nostre tavole è sempre più consistente.
Di seguito l'articolo de La Repubblica:
Pesce, abbiamo finite le scorte, i nostri mari sempre più poveri
Il "Fish Dependence Day": l'ultimo pesce preso in Italia lo abbiamo mangiato il 30 aprile.
Da questo momento, usiamo solo prodotti importati.
Lo rivela la ricerca della New Economics Foundation, che calcola la capacità produttiva dei mari dei vari Paesi europei e la confronta con i consumi di pesce negli stessi Paesi
di ANTONIO CIANCIULLO
Dal 2000 è cresciuta senza sosta la differenza fra ricchezza dei mari e prelievo
ROMA - Abbiamo finito le scorte. Ci siamo mangiati l'ultimo pesce preso in Italia il 30 aprile e da ieri portiamo a tavola pesce importato. L'intera Europa consumerà la propria produzione ittica entro il 2 luglio, giorno in cui scatterà la dipendenza dagli altri mercati. Il calcolo è stato fatto dal Nef (New Economics Foundation), che si definisce un "think-and-do tank", un gruppo indipendente di ricerca e azione che studia il reale benessere economico dei vari Paesi. E la stima viene elaborata in base a una simulazione statistica: ogni anno si calcola la capacità produttiva dei mari dei vari Paesi europei e la si confronta con i consumi di pesce negli stessi Paesi.
Il risultato è sconfortante. Dal 2000 la differenza tra la ricchezza dei mari e il prelievo è diventata sempre maggiore, il deficit alimentare è cresciuto senza sosta. Ogni anno i nostri mari si impoveriscono rispetto all'anno precedente e il Fish Dependence Day, il giorno in cui finisce l'autosufficienza alimentare per il pesce, si anticipa. Ecco i dati relativi ad altri Paesi: in Spagna il pesce autoctono si esaurisce l'8 maggio; in Portogallo il 26 aprile; in Francia il 13 giugno; in Germania il 27 aprile; nel Regno Unito il 16 luglio. L'unico paese quasi in pareggio è la Svezia, autosufficiente fino al 30 dicembre.
Gli effetti del sovrasfruttamento degli stock ittici europei sono mascherati dall'aumento delle importazioni di pesce proveniente da altri mari. Ma il dato di fondo - si osserva nel rapporto - è che lo sviluppo dell'acquacoltura non è Ogni anno i nostri mari si impoveriscono rispetto all'anno precedenteriuscito a bloccare la crescente dipendenza dal pesce importato.
"Le catture sono in declino e gli studiosi avvertono che il 54% dei 46 stock ittici del Mediterraneo esaminati sono sovrasfruttati", dichiara Aniol Esteban di Nef/Ocean2012 e coautore del rapporto. "Gli italiani consumano la stessa quantità di pesce del 1999 ma poiché le catture sono molto diminuite hanno bisogno di importare il 37 per cento di pesce in più".
Nell'Unione europea, che vanta alcune delle più potenti flotte di pesca del mondo, le catture sono diminuite del 2 per cento l'anno dal 1993. I consumi invece sono cresciuti: tra il 1960 e il 2007 il consumo di pesce mondiale è quasi raddoppiato passando da 9 a 17 chili pro capite l'anno e in Europa si arriva a 22 chili. Secondo la Banca Mondiale le perdite economiche determinate, a livello globale, dall'eccesso di pesca, ammontano a 50 miliardi di dollari l'anno.
Qui il rapporto (in inglese)
giovedì 28 aprile 2011
E stasera....pesce per tutto il villaggio !!!!

Secondo l'articolo riportato dall'International Business Times, qualche giorno fa sarebbe stato ritrovato, spiaggiato lungo la costa di Guangdong (Cina), un esemplare di un pesce sconosciuto.
Niete di strano, è successo altre volte....se non fosse per le straordinarie dimensioni dell'animale: 16 metri di lunghezza per un peso stimato di oltre 4 quintali !!!!
Purtroppo non si sa se l'avanzato stato di decomposizione del pesce consentirà di scoprire di più...
Secondo testimoni locali, al momento della scoperta l'animale era "imbragato" con alcune corde, probabilmente da pescatori del posto che poi l'hanno abbandonato a causa delle ovvie difficoltà di trasporto.
Di seguito l'articolo originale:
55 Feet Long Unknown Fish Species Found in China
A 55 feet long fish has been found in the seashore of Guangdong, China.
According to a local newspaper, the big fish weighs at least 10,000 pounds.
Hwang, a 66-years-old fisherman living in the near area, said he has never seen anything like this in his whole life and that the fish was tied with ropes when it was first found.
Many people have flocked to see this strange specimen since its discovery, although its rotting corpse already emits a foul smell.
The people living in the area think the fish was caught by some fisherman but was abandoned due to its heavy weight, hence the ropes.
Due to the serious decay of the fish's body, it is almost impossible to identify the species, according to the local newspaper.
The fish was discovered on April 25th.
mercoledì 20 aprile 2011
Il pesce ago cavallino - video
in questo post.
Ripensandoci, oggi, mi è venuto in mente che da qualche parte avrebbe dovuto esserci qualche piccolo video (girato con la macchina fotografica, niente di professionale, eh!)fatto ad Ustica nel 2007, da cui si può capire meglio come questo pesce riesca a mimetizzarsi perfettamente nel suo habitat:
martedì 19 aprile 2011
Strane creature: il pesce ago cavallino

Foto gentilmente concessa da Davide Lopresti.
L'immagine spettacolare mostra un paio di isopodi (parassiti) presenti nella bocca del pesce ago cavallino.
Una delle mie creature marine preferite nell'immagine di uno dei miei fotografi preferiti :-)
Il pesce ago cavallino,
Syngnathus typhle, è uno straordinario pesce della famiglia Syngnathidae ( quella dei cavallucci, per intenderci ) presente nei nostri mari ma molto difficile da individuare, in quanto vive nelle praterie di posidonia, nelle quali si mimetizza perfettamente per forma, colore e ...movenze!
Indovinate un po' dove è ????

Foto di Andrea Petrachi - Ustica 2007
lunedì 18 aprile 2011
Par condicio/2

Foto di David Doubilet - Maldive
Avevo già parlato di "Par condicio" e di "pari opportunità" in questo post: dopo il cavalluccio, anche il maschio del pesce pagliaccio Amphiprion frenatus si rivela un ottimo padre che si prende cura dei suoi piccoli...proteggendo il nido dai predatori ed ossigenando le uova con il movimento delle sue pinne.
Very cute!
:-)
giovedì 14 aprile 2011
Un incontro inaspettato...
L'articolo originale: Flippin' cheek! Moment an inquisitive boxer dog got a slap from a seal as he fetched a ball
By Daily Mail Reporter This inquisitive dog was left stunned when a playful seal gave him a friendly slap on the cheek after he bounded into the sea during a game of fetch. The seal suddenly appeared and patted the boxer dog on the face during the unusual encounter after he chased a tennis ball that had been thrown into the ocean by his owner. The young dog noticed the baby seal with its head poking out the water and instead of retrieving his ball, he circled his intriguing discovery. Tentatively, he walked up to the sea mammal for a sniff but was shocked when the fearless seal reached out to his face. In shock, he left the ball in the water after a few seconds and headed back to the shore. Grandmother Lynne Morris took the photographs while going for a stroll along the beach with her husband, in Fife, Scotland. The 53-year-old human resources manager said: 'We had been walking to Aberdour castle when we saw a woman playing fetch on the seafront. 'She threw the ball into the water and without hesitation the dog ran in. The ball landed near a seal and the dog was fascinated by the creature. 'Instead of reaching for his ball he began circling the seal. They were incredibly docile and it was wonderful to watch. 'I was shocked by how calm the dog was, he was quite big and if I'd seen him walking along the road I would've crossed to the other side of the street. 'Then, the dog went right up to the pup for a sniff and he cheekily slapped him on the face with its flipper. 'He was stunned and didn't fancy going near his ball so just headed back to his owner.' Lynne, from North Middleton, in Midlothian, Scotland, added: 'I think there is an animal sanctuary nearby that had recently released a couple of baby seals into the wild. 'I take my camera everywhere and couldn't believe how lucky I was to get this encounter on film, it was remarkable.'
mercoledì 13 aprile 2011
Chi l'ha detto che il golf è uno sport tranquillo ???
Leggenda metropolitana ???
Mossa pubblicitaria ???
La storia era suffragata da un fondo di verità.
Nel 1990 il fiume adiacente al campo straripò e quando tornò nei suoi argini naturali, si constatò che molte specie ittiche erano finite nel lago...voci insistenti includevano tra i nuovi ospiti anche uno squalo!
Ma era un po' come il mostro di Lochness: tanti dicevano di averlo visto ma le prove lasciavano a desiderare...
Ma nell'era di Youtube, anche il fantomatico squalo aveva le ore contate !!!!
martedì 12 aprile 2011
3 curiosi video di delfini
Gatto e delfini:
delfini che giocano a "calcio" con le meduse:
delfini in un acquario che interagiscono con un visitatore "particolare":