Ottime notizie per le nostre acque !!!!
Secondo questo articolo de La Nazione, alcuni ricercatori del Museo della Specola di Firenze , che stavano facendo uno studio nelle acque della Provincia di Livorno, hanno avvistato (e filmato purtroppo con un telefonino...) un esemplare di squalo bianco la cui lunghezza è stimata attorno ai 4 metri.
L'incontro è avvenuto nel canale tra la Corsica e l'isola di Capraia, quindi ben distante dalle nostre coste, ma può essere comunque un ottimo segno della ripresa della qualità delle nostre acque.
Gli squali, checchè ne dicano i media "sensazionalistici" con i loro roboanti articoli e servizi ad hoc per fare audience in vista delle ferie estive, popolano da sempre le acque del Mediterraneo.
In particolare, la cattura dell'esemplare più grande di squalo bianco ( Carcharodon carcharias ) mai pescato, è avvenuta a Malta.
Questo è l'unico video che circola sul web...peccato per il commento e la musica.
Godiamoci solo le immagini, tappandoci le orecchie ;-)
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venerdì 1 luglio 2011
venerdì 24 giugno 2011
Monete puniche a Pantelleria

Freschissima notizia da Blog Sicilia:
Monete puniche nelle acque di Pantelleria
Potrebbe esserci un relitto sommerso
di BlogSicilia 24 giugno 2011 -
Un vero e proprio tesoro al largo di Pantelleria.
Circa 600 monete bronzee del III sec. a.C sono state scoperte nel corso delle indagini archeologiche subacquee per la valorizzazione dei siti sommersi nelle acque di Cala Tramontana. Il progetto e’ stato finanziato da Arcus Spa, la società del Ministero dei Beni Culturali per lo sviluppo dell’arte.
A seguito del ritrovamento, grande soddisfazione è stata espressa da Sebastiano Missineo, assessore ai Beni Culturali e dell’Identità siciliana, che ha confermato “l’impegno per rafforzare la già forte immagine di Pantelleria come meta primaria del turismo culturale archeologico mediterraneo. La Sicilia non è seconda a nessuno nello scenario internazionale sia per quantità che per qualità dell’offerta culturale e, in questo senso, la collaborazione con il Ministero dei Beni culturali, che auspichiamo sia sempre più intensa, è fondamentale per sostenere la ricerca della nostra immensa eredità archeologica sommersa”.

Impressa sulle monete, una testa di donna identificabile con la dea Tanit.
Nel rovescio invece, una testa di cavallo.
“Ad una prima analisi – dice Pier Giorgio Spanu, docente dell’Universita’ di Sassari – le monete sembrano infatti di epoca sardo-punica e siculo-punica.
Si tratta di conii compresi entro un ambito cronologico tra il 300 e il 264 a.C., anche se la circolazione di tali monete è proseguita fino alla fine del terzo secolo a.C.”.


Il ritrovamento ribadisce l’importanza di Pantelleria in epoca punico-ellenistica in qualità di meta di scambi commerciali dalla Sicilia verso l’Africa. Si suppone che il tesoretto di monete fosse originariamente riposto all’interno di un sacchetto o in un altro contenitore in materiale deperibile.
La cronologia delle monete si accorda con la datazione del materiale anforario presente in quantità nella cala, in particolare le anfore greco-italiche e le anfore cartaginesi che sembrano riportare ad un orizzonte cronologico della seconda metà del III secolo a.C.
La presenza del tesoretto lascia invece ben sperare circa la possibile esistenza di un relitto.
venerdì 27 maggio 2011
Per festeggiare un evento...speciale !!

Dal sito wired.co.uk un simpatico articolo di Olivia Solon, che riassumo:
il 3 giugno andranno all'asta un paio di bottiglie di champagne decisamente speciali.
Provengono infatti dal carico di una goletta a 2 alberi affondata nel Mar Baltico, presso le Isole Aland, nei primi anni dell' 800 e ritrovata da alcuni subacquei finlandesi nel 2010.
Il nome dell'imbarcazione è tuttora sconosciuto, ma si ipotizza che il carico fosse destinato addirittura allo zar russo a S. Pietroburgo.
Delle 168 bottiglie trovate, ne sono rimaste 145 (una "assaggiata" dallo scopritore del relitto) di cui 2 verranno vendute.
Lo champagne, decisamente d'annata, è di marca Veuve Clicquot, Juglar (non più esistente e fuso oggi con Jacquesson) e Heidsieck. Sono state ritrovate inoltre 5 bottiglie di birra, che verranno analizzate per scoprire qualcosa di più sugli ingredenti, la ricetta e sul ruolo del lievito nella produzione della birra ad inizio '800.
Se avete qualcosa di speciale da festeggiare...
;-)
200-year-old shipwrecked champagne to go on sale
by Olivia Solon
In the early 1800s, a two-masted schooner sank in the Baltic Sea near the Åland islands. In 2010, divers found the ship with its structure largely intact with a cargo hold that was empty apart from 168 champagne bottles. Now, two of the bottles are going on sale.
The champagne dates which has been dubbed the "world's oldest", has been very well preserved in the darkened depths of the Baltic and 145 of the bottles have been deemed drinkable. Diver Christian Ekstrom, who found the loot while exploring the shipwreck, opened one as soon as he had found it and described it to have a very sweet and oaky taste with very small bubbles.
It's not clear what happened to the remaining 23, but one can imagine Christian and his companions insisting that they were spoiled. *Hic*.
After 200 years under water, the corks were in a very fragile state. So the Åland Government consulted cork producer Amorim who advised on the process of replacing the cork stoppers with tailor-made new ones. So far only a few have had their corks replaced, while the majority are still immersed in water to prevent air from spoiling the booze.
After further analysis of the bottles it was discovered that there was an assortment of Veuve Clicquot, Juglar (now defunct and merged into Jacquesson) and Heidsieck from the early 1800s.
Also amongst the bottles were five bottles of a golden, cloudy beer, which Finnish chemists at the VTT Technical Research Centre are analysing to determine the ingredients and possibly the recipe. They are keen to find out what yeast was used because the role of yeast in beer brewing was not fully understood in the early 1800s, according to VTT spokesperson Annika Wilhelmson.
The Government of Åland, which owns the bottles, has decided to auction off two of the champagne bottles in an auction in Mariehamn, Aland on 3 June, 2011. They are expected to attract "record prices", which some have estimated to be as much as 100,000 Euros.
The name of the wreck is still unknown, and so is its destination, but it has been speculated that the cargo was destined for the Russian Tsar's court in St Petersberg. There are no known archived references to the ship's origin or sinking. What we do know is that it was a carvel-built, two-masted schooner measuring 21.5 metres long and 6.5 metres wide. It is hoped that it might eventually be possible to date the wood in the hull using dendochronology, or counting tree rings.
If you have a bit of cash to spare, the auction -- which is run by Acker Merrall & Condit -- takes place at 3pm at the Alandica Culture and Congress Centre. If you can't make it to the Åland islands, you can still bid online or over the phone.
mercoledì 25 maggio 2011
Scoperto il più grande ritrovo di squali balena !!!!

Assembramento di squali balena presso le coste dello Yucatan - Messico - Agosto 2009.
This is an aerial photograph of whale sharks feeding at the Afuera aggregation in August 2009.
Credit: Oscar Reyes
Riporto un interessante articolo pubblicato da Underwater Times.com: gli scienziati dello Smithsonian Institute hanno scoperto un enorme assembramento di squali balena (Rhincodon Typus) nel pressi della costa dello Yucatan (Messico).
Sebbene altre località siano famose per la possibilità di incontare questi innocui giganti del mare (es. Ningaloo Reef - Australia , Djibouti - Africa, Richelieu Rock -Thailandia etc. ) il "ritrovo" di Afuera risulta eccezionale, dato che non si tratta di singoli esemplari o tuttalpiù qualche decina....
Qui sono stati contati fino a 420 squali balena, intenti a nutrirsi contemporaneamente, costituendo il più grande ritrovo mondiale !!!
Ma cosa porta questi animali lungo le coste dello Yucatan ????
Dall'esame delle acque, gli scienziati hanno scoperto che sono ricche di uova di pesce; tramite l'esame del DNA, è stato possibile classificarle come appartenenti alla specie Euthynnus alletteratus, un piccolo tonno membro della famiglia dello sgombro.
Svelato l'arcano...
E per le prossime vacanze....TUTTI IN MESSICO !!!!!
:-)
Ecco l'articolo originale (in inglese) :
Feeding On Tunny, Scientists Discover The Largest Assembly Of Whale Sharks Ever Recorded
WASHINGTON, D.C. -- Whale sharks (Rhincodon typus) are often thought to be solitary behemoths that live and feed in the open ocean. Scientists at the Smithsonian Institution and colleagues, however, have found that this is not necessarily the case, finding that whale sharks can be gregarious and amass in the hundreds to feed in coastal waters.
Aggregations, or schools, of whale sharks have been witnessed in the past, ranging from several individual sharks to a few dozen. However this new research, which involved both surface and aerial surveys, has revealed an enormous aggregation of whale sharks—the largest ever reported—with up to 420 individuals off the coast of the Yucatán Peninsula in Mexico. What brings them together is food.
"Whale sharks are the largest species of fish in the world, yet they mostly feed on the smallest organisms in the ocean, such as zooplankton," said Mike Maslanka, biologist at the Smithsonian Conservation Biology Institute and head of the Department of Nutrition Sciences. "Our research revealed that in this case, the hundreds of whale sharks had gathered to feed on dense patches of fish eggs."
While whale sharks may seem conspicuous as the heaviest and longest of all fishes, growing more than 40 feet long, there is still much that is unknown about them. They have a very widespread distribution, occurring in all tropical and sub-tropical regions of the ocean around the world. Understanding this filter-feeder's diet is especially important since food sources determine much of the whale shark's movement and location.
During the dozens of surface trips that team members made to the aggregation, called the "Afuera" aggregation, they used fine nets to collect food samples inside and immediately outside the school of feeding whale sharks. Scientists then used DNA barcoding analysis to examine the collected fish eggs and determine the species. They found that the eggs were from little tunny (Euthynnus alletteratus), a member of the mackerel family.
"Having DNA barcoding is an incredibly valuable resource for this research," said Lee Weigt, head of the Laboratories of Analytical Biology at the Smithsonian's National Museum of Natural History. "It not only allowed us to know what exactly this huge aggregation of whale sharks were feeding on, not readily done from only physical observations of eggs, but it also revealed a previously unknown spawning ground for little tunny."
The team of scientists also examined a nearby, less dense aggregation of whale sharks, known as the Cabo Catoche aggregation, off the northern tip of the Yucatán Peninsula. They found that the prey of this group mostly consisted of copepods (small crustaceans) and shrimp. Increased sightings at Afuera coincided with decreased sightings at Cabo Catoche, and both groups had the same sex ratio, implying that the same animals were involved in both aggregations.
"With two significant whale shark aggregation areas and at the very least one active spawning ground for little tunny, the northeastern Yucatán marine region is a critical habitat that deserves more concerted conservation effort," said Maslanka.
The whale shark is listed as "vulnerable" with the International Union for Conservation of Nature and Natural Resources. Populations appear to have been depleted by harpoon fisheries in Southeast Asia and perhaps incidental capture in other fisheries.
lunedì 23 maggio 2011
Record di apnea dinamica con... delfini !

Il romano Simone Arrigoni, ha stabilito il nuovo record di apnea dinamica con l'ausilio di una coppia di delfini, presso il parco acquatico Zoomarine di Torvajanica (Roma).
Tralasciando il fatto che vedere gli animali in cattività mi stringe il cuore, penso che sia stata un'esperienza incredibile, per Simone, potersi allenare ed interagire con questi cetacei infrangedo il suo precedente record con il loro aiuto.
In più ha anche una faccia simpatica, il che non guasta ;-)
Nel dettaglio: Simone ha compiuto 13 voltas, corrispondenti a 657 metri complessivi, sospinto da due esemplari della specie «Tursiops truncatus», i delfini Paco e Marco, in un tempo di 1'53''.
"Voltas" è un termine portoghese che definisce un'ampia ruota verticale effettuata da un uomo in immersione spinto da uno o due delfini. Un esercizio che richiede potenza, equilibrio e sincronismo assoluto con gli animali, rendendo la permanenza in apnea ancora più difficile. Un anno fa Simone Arrigoni aveva stabilito, sempre a Zoomarine, il record di 12 "voltas", per un totale di 607 metri complessivi, in 1'42''. Tra le curiosità della sfida il fatto che i delfini debbano risalire in superficie almeno un paio di volte durante la prova per respirare, mentre l'apneista rimane fisso in posizione, sottacqua. (fonte "Il Giornale" del 20.05.2011)
Ecco il video:
venerdì 20 maggio 2011
Il Governatore del Sinai ci ripensa :-)

Dalla Newsletter di HEPCA pare che il Governatore del Sud Sinai sia tornato sui suoi passi in merito alla decisione di aprire la pesca nel Parco Marino di Ras Mohammed (Sharm el Sheikh - Egitto) in Maggio e Giugno, mesi della riproduzione per molte specie di pesci.
Pare che quindi gli inviti a firmare la petizione , abbiano raggiunto il risultato di bloccare tutto !
:-)
giovedì 19 maggio 2011
Petizione contro la pesca a Ras Mohammed

Il profilo di Maometto a Sharks Observatory - Ras Mohammed. Photo Isabella Moreschi
Aderisco anch'io all'appello di Scubaportal, segnalato anche dalla CDWS (Chamber of Diving and Water Sports ) di Sharm el Sheikh, per firmare la petizione contro l'apertura della pesca nel Parco Marino di Ras Mohammed (Sharm el Sheikh - Egitto) nei mesi di Maggio e Giugno, come pare abbia intenzione di permettere il Governatore del Sinai, Mr.Abdel Fadeel Shousha.
In English: please read this article by HEPCA (Hurghada Environmental Protection and Conservation Association).
Perchè firmare ????
I motivi sono tanti e più o meno ovvi:-Ras Mohammed è un Parco Marino: va da sè che dovrebbe essere tutelato in ogni periodo dell'anno !!!
-è sede di alcuni dei più bei siti di immersione al MONDO, famosi per la quantità di branchi di pesci che li popolano durante la stagione estiva..se concediamo la pesca, che ne rimane ?
-Maggio e Giugno sono i mesi della riproduzione: grandi branchi di pesce di varie specie si radunano proprio per questo: permetterne la pesca in questo delicato momento, ha un impatto devastante su tutto l'ecosistema della zona.
-Secondo gli esperti di squali (di fama mondiale) contattati dalle autorità egiziane dopo gli attacchi avvenuti tra novembre e dicembre del 2010, una delle cause di questa insolita aggressività era da imputare alla pesca illegale e indiscriminata lungo le coste del Sinai, che ha impoverito l'intera area...
firma qui !!! sign here !!!
mercoledì 18 maggio 2011
Caraibi: scoperti 6 nuovi relitti
Interessante notizia pubblicata sul sito Our Amazing Planet : durante una missione di 3 settimane volta a monitorare e mappare un'area al largo delle Isole Vergini (U.S.A.) sono stati ritrovati 6 relitti sconosciuti !!!!
:-)
Peccato che nel video non se ne veda nemmeno un pezzettino...
:-(
speriamo che la prossima volta si portino un fotografo ed un videoperatore come si deve !!!!
ed ecco l'articolo a corredo del video:
A mission to the Caribbean to map the seafloor uncovered more than just rare corals — a crew of robots and researchers also discovered six shipwrecks.
The three-week mission deployed robotic subs and seafloor imagers to examine coral reefs and explore areas where fish spawn so that scientists can create detailed maps of the bottom of the sea and learn more about the ecosystem and how to protect it. The mission ended last month and the collected data have revealed plenty of interesting seafloor habitats and fish, but it is the collection of shipwrecks that has everyone buzzing.
"What we saw was truly exciting. Finding one shipwreck would have been great, but locating six was a total surprise," said study team leader Tim Battista, an oceanographer with the Center for Coastal Monitoring. "The wrecks seemed to serve as a refuge for fish and other marine life. In several instances we saw schools of fish, sharks and turtles."
Scientists logged nearly 400 hours at sea, mapping over 56 square miles (145 square kilometers) of seafloor off the southern coasts of the U.S. Virgin Islands of St. John and St. Thomas and off eastern Puerto Rico.
The mission found derelict fishing traps and spotted more than 30 invasive lionfish. Increasingly rare colonies of staghorn coral (Acropora cervicornis) were also observed. Staghorn coral once were one of the most abundant coral species in the Caribbean but are now listed as threatened under the Endangered Species Act.
The researchers plan to continue analyzing the data in the coming months and create seamless images of the seafloor.
:-)
Peccato che nel video non se ne veda nemmeno un pezzettino...
:-(
speriamo che la prossima volta si portino un fotografo ed un videoperatore come si deve !!!!
ed ecco l'articolo a corredo del video:
A mission to the Caribbean to map the seafloor uncovered more than just rare corals — a crew of robots and researchers also discovered six shipwrecks.
The three-week mission deployed robotic subs and seafloor imagers to examine coral reefs and explore areas where fish spawn so that scientists can create detailed maps of the bottom of the sea and learn more about the ecosystem and how to protect it. The mission ended last month and the collected data have revealed plenty of interesting seafloor habitats and fish, but it is the collection of shipwrecks that has everyone buzzing.
"What we saw was truly exciting. Finding one shipwreck would have been great, but locating six was a total surprise," said study team leader Tim Battista, an oceanographer with the Center for Coastal Monitoring. "The wrecks seemed to serve as a refuge for fish and other marine life. In several instances we saw schools of fish, sharks and turtles."
Scientists logged nearly 400 hours at sea, mapping over 56 square miles (145 square kilometers) of seafloor off the southern coasts of the U.S. Virgin Islands of St. John and St. Thomas and off eastern Puerto Rico.
The mission found derelict fishing traps and spotted more than 30 invasive lionfish. Increasingly rare colonies of staghorn coral (Acropora cervicornis) were also observed. Staghorn coral once were one of the most abundant coral species in the Caribbean but are now listed as threatened under the Endangered Species Act.
The researchers plan to continue analyzing the data in the coming months and create seamless images of the seafloor.
giovedì 12 maggio 2011
Ancora sulle reti antisqualo a Sharm....

Photo Terry Maas - www.hepca.com
Secondo quanto riportato sul sito dell'HEPCA, in alcuni resorts di Sharm el Sheikh, nonostante il parere negativo degli esperti chiamati a valutare la situazione dopo gli attacchi di squalo dell'inverno scorso, pare siano state installate le cosiddette "reti antisqualo" di cui avevo parlato a Dicembre.
Gli effetti sull'ecosistema saranno devastanti....
Sto cercando di scoprire in rete quali siano i resort coinvolti nello scempio della barriera corallina.
:-(
Di seguito l'articolo pubblicato online (in inglese) da HEPCA:
The Nets Must Come Down
Since the Egyptian popular uprising that commenced on the 25th of January a great deal has been achieved - more than anyone ever expected or thought possible: the Egyptian people have risen and removed the figureheads of corruption, tyranny and oppression; toppling a 30 year-old regime that many believed had become invincible.
In order to generate a genuine change, the removal of the figureheads is not sufficient. The putrid system that they established, that prioritized the immediate gain of the few at the expense of the collective benefit of the nation must be toppled in all sectors. In the Red Sea we have suffered from these unsustainable haphazard policies for decades, the Red Sea community was successful in resisting many crony proposals and policies, but we still have a long way to go.
At the end of 2010, in Southern Sinai, after the tragic shark attack incidents, shark nets were placed along Mr. Hussein Salem’s (a personal friend of Mubarak) hotels’ beaches, contrary to all competent scientific recommendations made by the panel of experts on the ground. This step was absurd, scientifically void, short-sighted and irrational; a hysterical reaction attempting to increase the benefit one man’s short-term interest at a devastating environmental, economic and social cost.
Mr. Salem’s interests superseded all administrative procedures and expert opinions due to his personal friendship with Mubarak. Meanwhile the responsible government officials happily acquiesced to his whims, fabricating void arguments in expression of their years marinating in the cesspool of corruption and nepotism.
HEPCA has been clear about its stance towards these environmentally disastrous concoctions since they have a direct and devastating impact on the local marine ecosystem. An exclusion net will stop any creatures passing through and will halt the movement of grazers and predators (which are essential to reef ecosystems) in and out of the netted area. Additionally, with south wind conditions coming to South Sinai, the nets will most likely become a tangled mess of nylon, steel and marine life adorning the reef. A preliminary report by almost all scientists invited to advise authorities in the aftermath of the attacks (Marie Levine, Ralph Collier, Mustafa Fouda, Mohamed Salem, Leonard Compagno and Erich Ritter) discouraged the use of nets; describing them as expensive and high maintenance, as well as warning that they could encourage sharks to be present in the area.
Those arguing for the installation of these nets often cite the examples of the nets installed in South Africa and Australia; while vehement campaigns for the removal of these nets, in both locations, are surging as even if they are meant to trap sharks, being totally unselective they inevitably end up trapping also other species of a similar size. In Kwazulu-Natal, South Africa, according to the most conservative estimates, a total of 23.4 km of nets capture an average of 591 sharks annually (other estimates surpass 1,200) of which 521 are killed by these “safety nets” that also average an annual catch of 43 dolphins and 60 turtles. The Australian example doesn’t differ much in terms of unwanted catches: only 2.6% of the animals trapped in the nets are classified as potentially dangerous to humans.
These nets do not represent a solution but an actual ecological threat and an improper initiative: nets are not barriers between swimmers and sharks, sharks can swim over, under and around them; 40% of sharks captured in these nets are trapped on the inside of the net!
The net must come down! HEPCA will continue to fight to bring down this net and all that it stands for. We will together with the Protectorates of South Sinai, the oldest protectorate administration in the country that has a long history in protecting the irreplaceable natural resources in the region.
These nets are a heinous crime that must be brought down with the corrupt regime. We now have the opportunity to cleanse our community and country from the vile remnants of the regime that has annihilated so many of our natural resources and obliterated the principals of sustainability and social justice. We must not stop until we have cleansed the community from the stench of corruption that has so deeply infiltrated all aspects of our life.
The system must come down! The net must come down!
The Nets Must Come Down
Since the Egyptian popular uprising that commenced on the 25th of January a great deal has been achieved - more than anyone ever expected or thought possible: the Egyptian people have risen and removed the figureheads of corruption, tyranny and oppression; toppling a 30 year-old regime that many believed had become invincible.
In order to generate a genuine change, the removal of the figureheads is not sufficient. The putrid system that they established, that prioritized the immediate gain of the few at the expense of the collective benefit of the nation must be toppled in all sectors. In the Red Sea we have suffered from these unsustainable haphazard policies for decades, the Red Sea community was successful in resisting many crony proposals and policies, but we still have a long way to go.
At the end of 2010, in Southern Sinai, after the tragic shark attack incidents, shark nets were placed along Mr. Hussein Salem’s (a personal friend of Mubarak) hotels’ beaches, contrary to all competent scientific recommendations made by the panel of experts on the ground. This step was absurd, scientifically void, short-sighted and irrational; a hysterical reaction attempting to increase the benefit one man’s short-term interest at a devastating environmental, economic and social cost.
Mr. Salem’s interests superseded all administrative procedures and expert opinions due to his personal friendship with Mubarak. Meanwhile the responsible government officials happily acquiesced to his whims, fabricating void arguments in expression of their years marinating in the cesspool of corruption and nepotism.
HEPCA has been clear about its stance towards these environmentally disastrous concoctions since they have a direct and devastating impact on the local marine ecosystem. An exclusion net will stop any creatures passing through and will halt the movement of grazers and predators (which are essential to reef ecosystems) in and out of the netted area. Additionally, with south wind conditions coming to South Sinai, the nets will most likely become a tangled mess of nylon, steel and marine life adorning the reef. A preliminary report by almost all scientists invited to advise authorities in the aftermath of the attacks (Marie Levine, Ralph Collier, Mustafa Fouda, Mohamed Salem, Leonard Compagno and Erich Ritter) discouraged the use of nets; describing them as expensive and high maintenance, as well as warning that they could encourage sharks to be present in the area.
Those arguing for the installation of these nets often cite the examples of the nets installed in South Africa and Australia; while vehement campaigns for the removal of these nets, in both locations, are surging as even if they are meant to trap sharks, being totally unselective they inevitably end up trapping also other species of a similar size. In Kwazulu-Natal, South Africa, according to the most conservative estimates, a total of 23.4 km of nets capture an average of 591 sharks annually (other estimates surpass 1,200) of which 521 are killed by these “safety nets” that also average an annual catch of 43 dolphins and 60 turtles. The Australian example doesn’t differ much in terms of unwanted catches: only 2.6% of the animals trapped in the nets are classified as potentially dangerous to humans.
These nets do not represent a solution but an actual ecological threat and an improper initiative: nets are not barriers between swimmers and sharks, sharks can swim over, under and around them; 40% of sharks captured in these nets are trapped on the inside of the net!
The net must come down! HEPCA will continue to fight to bring down this net and all that it stands for. We will together with the Protectorates of South Sinai, the oldest protectorate administration in the country that has a long history in protecting the irreplaceable natural resources in the region.
These nets are a heinous crime that must be brought down with the corrupt regime. We now have the opportunity to cleanse our community and country from the vile remnants of the regime that has annihilated so many of our natural resources and obliterated the principals of sustainability and social justice. We must not stop until we have cleansed the community from the stench of corruption that has so deeply infiltrated all aspects of our life.
The system must come down! The net must come down!
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lunedì 9 maggio 2011
Scoperto nuovo mammifero marino !!!!!

O almeno è quanto emerge dal Corriere della Sera di oggi......
Con questa frase:
"Benchè considerate rettili, le tartarughe sono fra i pochi mammiferi del mare"
il giornalista Franco Brevini, si guadagna un meritato posto nel mio cuore.....come si fa infatti a non provare istantanea simpatia per uno che scrive una cazzata così enorme ????
:-)
L' articolo sulla salvaguardia delle tartarughe in Borneo però era interessante....
venerdì 6 maggio 2011
Enorme teca ovarica di calamaro a Punta Campanella !!!

Riporto un articolo molto interessante apparso sulla pagina di Metropolis web di oggi, che riporta un'eccezionale avvistamento nell'Area Marina Protetta di Punta Campanella(NA):
MASSA LUBRENSE - 06/05/2011 -
Non hanno creduto ai loro occhi, Daniele Castrucci e Edoardo Ruspantini, i due subacquei napoletani del TGI Diving Sorrento (Napoli) durante un'immersione nell'area marina protetta. A 50 metri di profondità, nel mare di Punta della Campanella, hanno fatto un avvistamento particolare. Una sfera trasparente di circa 1 metro di diametro, gelatinosa e attraversata da una specie di condotto più scuro che si allargava a forma di imbuto alle due estremità. Incuriositi i due sub hanno, per fortuna, scattato foto e girato un breve video. In poco tempo le foto hanno fatto il giro del web e così, tra gli appassionati subacquei di tutta Italia, è nata un'accesa discussione sul misterioso avvistamento. Vengono individuate due osservazioni identiche in Croazia, Norvegia e Nuova Zelanda. I link svelano in parte il mistero: si tratta di una massa gelatinosa contenente uova di una qualche specie di calamaro. I biologi marini chiariscono definitivamente: si tratta, per la precisione, di una grossa teca ovarica di calamaro, contenente migliaia di uova, come sostiene il professore Roberto Sandulli, biologo marino dell'Università Partenope di Napoli, interpellato dall'Area Marina Protetta di Punta Campanella.
Più difficile individuare di quale specie di Calamaro si tratti, visto che in Italia sono censite ben 26 diverse specie di calamari e totani. Soltanto il prelievo di un campione avrebbe consentito una esatta definizione dell'esemplare. Secondo gli esperti l'emissione delle uova all'interno di masse gelatinose è della famiglia degli Ommastrefidi (Ommastrephidae), presente in Mediterraneo con 4 specie Ommastrephes bertramii, Illex coindetii, Todarodes sagittatus e Todaropsis eblanae, chiamate tutte con il nome comune di totano. Potrebbe essere dunque una femmina di totano la madre delle decine di migliaia di calamaretti contenuti nella sfera di Punta Campanella. Ma non è escluso che si possa trattare anche di una specie aliena di calamaro, il Notodarus gouldi, sconosciuto nei nostri mari.
lunedì 2 maggio 2011
"Fish Dependence Day"

Povero Mediterraneo....
secondo una ricerca del New Economics Foundation l'impoverimento dei nostri mari diventa ogni anno più grave, la pesca nazionale non riesce a supportare il nostro fabbisogno se non per pochissimi mesi e l'importazione di pesce per le nostre tavole è sempre più consistente.
Di seguito l'articolo de La Repubblica:
Pesce, abbiamo finite le scorte, i nostri mari sempre più poveri
Il "Fish Dependence Day": l'ultimo pesce preso in Italia lo abbiamo mangiato il 30 aprile.
Da questo momento, usiamo solo prodotti importati.
Lo rivela la ricerca della New Economics Foundation, che calcola la capacità produttiva dei mari dei vari Paesi europei e la confronta con i consumi di pesce negli stessi Paesi
di ANTONIO CIANCIULLO
Dal 2000 è cresciuta senza sosta la differenza fra ricchezza dei mari e prelievo
ROMA - Abbiamo finito le scorte. Ci siamo mangiati l'ultimo pesce preso in Italia il 30 aprile e da ieri portiamo a tavola pesce importato. L'intera Europa consumerà la propria produzione ittica entro il 2 luglio, giorno in cui scatterà la dipendenza dagli altri mercati. Il calcolo è stato fatto dal Nef (New Economics Foundation), che si definisce un "think-and-do tank", un gruppo indipendente di ricerca e azione che studia il reale benessere economico dei vari Paesi. E la stima viene elaborata in base a una simulazione statistica: ogni anno si calcola la capacità produttiva dei mari dei vari Paesi europei e la si confronta con i consumi di pesce negli stessi Paesi.
Il risultato è sconfortante. Dal 2000 la differenza tra la ricchezza dei mari e il prelievo è diventata sempre maggiore, il deficit alimentare è cresciuto senza sosta. Ogni anno i nostri mari si impoveriscono rispetto all'anno precedente e il Fish Dependence Day, il giorno in cui finisce l'autosufficienza alimentare per il pesce, si anticipa. Ecco i dati relativi ad altri Paesi: in Spagna il pesce autoctono si esaurisce l'8 maggio; in Portogallo il 26 aprile; in Francia il 13 giugno; in Germania il 27 aprile; nel Regno Unito il 16 luglio. L'unico paese quasi in pareggio è la Svezia, autosufficiente fino al 30 dicembre.
Gli effetti del sovrasfruttamento degli stock ittici europei sono mascherati dall'aumento delle importazioni di pesce proveniente da altri mari. Ma il dato di fondo - si osserva nel rapporto - è che lo sviluppo dell'acquacoltura non è Ogni anno i nostri mari si impoveriscono rispetto all'anno precedenteriuscito a bloccare la crescente dipendenza dal pesce importato.
"Le catture sono in declino e gli studiosi avvertono che il 54% dei 46 stock ittici del Mediterraneo esaminati sono sovrasfruttati", dichiara Aniol Esteban di Nef/Ocean2012 e coautore del rapporto. "Gli italiani consumano la stessa quantità di pesce del 1999 ma poiché le catture sono molto diminuite hanno bisogno di importare il 37 per cento di pesce in più".
Nell'Unione europea, che vanta alcune delle più potenti flotte di pesca del mondo, le catture sono diminuite del 2 per cento l'anno dal 1993. I consumi invece sono cresciuti: tra il 1960 e il 2007 il consumo di pesce mondiale è quasi raddoppiato passando da 9 a 17 chili pro capite l'anno e in Europa si arriva a 22 chili. Secondo la Banca Mondiale le perdite economiche determinate, a livello globale, dall'eccesso di pesca, ammontano a 50 miliardi di dollari l'anno.
Qui il rapporto (in inglese)
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giovedì 28 aprile 2011
E stasera....pesce per tutto il villaggio !!!!

Secondo l'articolo riportato dall'International Business Times, qualche giorno fa sarebbe stato ritrovato, spiaggiato lungo la costa di Guangdong (Cina), un esemplare di un pesce sconosciuto.
Niete di strano, è successo altre volte....se non fosse per le straordinarie dimensioni dell'animale: 16 metri di lunghezza per un peso stimato di oltre 4 quintali !!!!
Purtroppo non si sa se l'avanzato stato di decomposizione del pesce consentirà di scoprire di più...
Secondo testimoni locali, al momento della scoperta l'animale era "imbragato" con alcune corde, probabilmente da pescatori del posto che poi l'hanno abbandonato a causa delle ovvie difficoltà di trasporto.
Di seguito l'articolo originale:
55 Feet Long Unknown Fish Species Found in China
A 55 feet long fish has been found in the seashore of Guangdong, China.
According to a local newspaper, the big fish weighs at least 10,000 pounds.
Hwang, a 66-years-old fisherman living in the near area, said he has never seen anything like this in his whole life and that the fish was tied with ropes when it was first found.
Many people have flocked to see this strange specimen since its discovery, although its rotting corpse already emits a foul smell.
The people living in the area think the fish was caught by some fisherman but was abandoned due to its heavy weight, hence the ropes.
Due to the serious decay of the fish's body, it is almost impossible to identify the species, according to the local newspaper.
The fish was discovered on April 25th.
lunedì 4 aprile 2011
Un nudibranco...nuovo di zecca !!!
Notizia del 31 Marzo scorso: i biologi del Florida Fish and Wildlife Conservation Commission scoprono casualmente una nuova specie di nudibranco proveniente dalle acque del Golfo del Messico tra i campioni di spugne, pesci ed altro, donati loro da Daniel Fenton (da cui il nome dato poi al nudibranco) di Brandon, un commerciante di esemplari da acquario. Insieme al Chromodoris fentoni, i biologi hanno documentato anche la presenza di un altro nudibranco, scoperto nel 1890 e mai più "incontrato": Glossodoris punctilucens.
Gli appassionati di macro ringraziano :-)
Di seguito l'articolo originale:
FWC biologists discover new species in Hillsborough fisherman’s catch Thursday, March 31, 2011
Biologists with the Florida Fish and Wildlife Conservation Commission (FWC), along with scientists from California State Polytechnic University, have identified a new marine species found in the Gulf of Mexico. A scientific publication released Thursday officially announced the discovery of Chromodoris fentoni, a type of shell-less snail known as a nudibranch (pronounced "nu-da-brank"). FWC biologists first observed this nudibranch when commercial aquarium-trade fisherman Daniel Fenton of Brandon donated sponges and other specimens to the FWC's Fish and Wildlife Research Institute (FWRI) in St. Petersburg in 2009. Fenton collected the specimens from the Gulf of Mexico, off Tarpon Springs. While sorting through the donation, FWRI biologists Nancy Sheridan and Joan Herrera observed the unusual creature. "We were not able to identify one of the nudibranchs and realized that it was possible we were seeing something entirely new," said Sheridan. "The discovery was especially rewarding because it resulted from a cooperative effort between industry and science." Herrera and Sheridan sent samples to Dr. Angel Valdes of California State Polytechnic University, and he verified that this species had never been documented. "The opportunity to work with Dr. Valdes, a world-class nudibranch expert, has been really exciting for us," said FWRI Curator of Collections, Dr. Joan Herrera. "At FWRI, we receive thousands of specimens each year, yet it is rare to find a species that is new to science." The article about C. fentoni appeared in the 2011 volume of the "American Malacological Bulletin," published Thursday, March 31. The article also notes that FWRI biologists found another species of nudibranch called Glossodoris punctilucens. This species had not been documented since 1890, except once in a photograph. A member of the phylum Mollusca, adult nudibranchs have external gills and no shell. They typically feed on sponges, corals, anemones and other sea life. Nudibranchs come in various shapes and sizes, ranging from 1/8-inch to 2 feet in length. C. fentoni is a colorful creature with bright red markings on an off-white background. Its oblong body reaches an approximate length of 1 inch.
giovedì 24 marzo 2011
Nave giapponese cavalca lo tsunami....
La Guardia Costiera giapponese ha diffuso un video di una nave che, in oceano aperto, si imbatte nell'onda di tsunami provocata dal terremoto dell'11 Marzo scorso.
Dal sito Youtube di Associated Press....
The Japanese coast guard released a video showing the massive tsunami waves swelling in the sea off the coast of northern Japan, after the 9.0-magnitude earthquake struck offshore on March 11.
Dal sito Youtube di Associated Press....
The Japanese coast guard released a video showing the massive tsunami waves swelling in the sea off the coast of northern Japan, after the 9.0-magnitude earthquake struck offshore on March 11.
venerdì 11 marzo 2011
giovedì 10 marzo 2011
La culla degli squali balena

Photograph by Brian Skerry - National Geographic
Una buona notizia dalle Filippine: da tempo la località di Donsol era nominata "Città degli squali balena", per l'alta concentrazione di questi squali in alcuni periodi dell'anno, attirati dall'abbondanza di cibo (krill e plancton).
Pochi giorni fa si è avuta la conferma che il sito viene scelto da questi enormi ed innocui pesci anche per la riproduzione: un piccolo esemplare, lungo solo 38 cm e stimato come nato il giorno prima, è stato accidentalmente catturato lungo la costa di Donsol.
La notizia è stata accolta molto positivamente dalle autorità, che stanno cercando di incrementare il turismo nell'area.
Di seguito l'articolo originale:
Donsol also a breeding ground for Whale Shark
March 8, 2011 12:17 pm
LEGAZPI CITY, March 8 — Not only is Donsol town in Sorsogon is called whale shark ("Butanding") capital of the country but it will now also be considered as a breeding ground after authorities discovered recently a 15-inch long baby whale shark in the town's coastal waters, the Department of Tourism (DOT) in Bicol said.
Maria “Nene” Ravanilla, DOT regional director, said the nature conservation group World Wide Fund-Philippines is conducting the study after the recent discovery of the baby whale shark accidentally caught in the area off the coast of Donsol.
According to Ravanilla, the smallest ever butanding was said to be a day-old whale shark hence it was born in the area.
Butanding are also thriving in this once sleepy town because of the abundance of krill and other planktons usually in the diet of the gentle giants of the seas.
Ravanilla said that the whale shark interaction in Donsol, one of the most visited tourist spots in Bicol or perhaps in the whole country, continues to draw tourist to Sorsogon last year which reached 101,799 or 21 percent higher than in 2009 with only 84,354.
She said that out of the total tourist arrivals last year, 73,925 were local tourists while 27,874 were foreigners or a ratio of one foreign tourist per three locals.
She said Donsol is now vying to be a first class municipality after its gross receipts from tourism reached more than P66 million.
Butanding, or whale shark (Rhincodon typus), is a slow-moving filter-feeding animal that is considered as the largest fish in the sea, measuring 40 feet or more.
This distinctively yellow-marked shark is the only member of its genus Rhincodon and its family, Rhincodontidae, which is grouped into the subclass Elasmobranchii in the class Chondrichthyes. (PNA)
mercoledì 9 marzo 2011
Ultime da Sharm: squalo tigre mangia cadavere !

Articolo tratto da The Sun e liberamente riassunto:
La notizia è stata riportata oggi, ma gli eventi pare risalgano a qualche giorno fa: una coppia di turisti inglesi, in vacanza a Sharm el Sheikh (Egitto), è stata testimone di un fatto inquietante.
La notizia è stata riportata oggi, ma gli eventi pare risalgano a qualche giorno fa: una coppia di turisti inglesi, in vacanza a Sharm el Sheikh (Egitto), è stata testimone di un fatto inquietante.
Durante la navigazione per raggiungere i luoghi di immersione, a poche centinaia di metri dalla costa, si sono imbattuti in uno squalo tigre che, in superficie, si stava cibando di qualcosa.
La barca si è avvicinata e l'equipaggio si è accorto con orrore che l'animale si stava cibando di un cadavere umano di sesso femminile.
Accese polemiche si sono scatenate in quanto la barca non ha recuperato il corpo ma ha proseguito, avvisando però le autorità.
La polizia ha provveduto a ripescare il cadavere, intimando però il silenzio ai testimoni, per non turbare nuovamente il turismo della località egiziana, già duramente provato dagli attacchi di squalo del dicembre scorso e dalla rivolta di qualche settimana fa. A quanto trapelato, la donna non sarebbe stata uccisa da uno squalo, ma presenterebbe altri tipi di ferite.
Rimane il mistero sull'identità della vittima: che sia la turista italiana scomparsa recentemente e ritrovata morta in mare? Se ne parla qui?
Di seguito l'articolo originale:
Don’t mention the Jaws
By SEAN HAMILTON
Published: Today
TWO Brits who saw a shark eating a human corpse off Egypt's Sharm el-Sheikh resort were told to keep quiet - as it might hit tourism.
The pair watched in horror from their dive boat as the 16ft tiger shark tore at the body less than a third of a mile from the shore.
But the crew continued with the trip - not stopping to fish out the female corpse.
They told Richard King, 32, partner Laura Hooper, 29, and five other tourists not to speak out in the resort - blighted by shark attacks last year.
Police later recovered the body and began an inquiry.
Salesman Richard, of Swindon, told how the crew saw the shark soon after leaving Sharm Beach for a day's scuba-diving.
He said: "As we got closer, we clocked that it had been feeding on a human body.
"Laura ran into the boat in tears. We were asked by the crew not to say anything as it would be bad for tourism.
"We couldn't believe it when there were people swimming in the water the next day. There was no mention of sharks in the water or a dead body."
The crew completed the day's diving and took the pair home.
The couple cut their week's hols short due to the incident. Richard said: "Neither of us felt like getting in the water again."
A spokesman for their tour operator told The Sun the incident was reported as soon as the boat got back, and added: "It was not a shark attack that killed the person."
And last night the dive centre insisted they reported the body DURING the trip. A spokesman said: "A guide asked if they wished to proceed and they all said yes. The other guide phoned the authorities."
The resort's beaches were closed last year following shark attacks that killed a tourist and injured two others.
Don’t mention the Jaws
By SEAN HAMILTON
Published: Today
TWO Brits who saw a shark eating a human corpse off Egypt's Sharm el-Sheikh resort were told to keep quiet - as it might hit tourism.
The pair watched in horror from their dive boat as the 16ft tiger shark tore at the body less than a third of a mile from the shore.
But the crew continued with the trip - not stopping to fish out the female corpse.
They told Richard King, 32, partner Laura Hooper, 29, and five other tourists not to speak out in the resort - blighted by shark attacks last year.
Police later recovered the body and began an inquiry.
Salesman Richard, of Swindon, told how the crew saw the shark soon after leaving Sharm Beach for a day's scuba-diving.
He said: "As we got closer, we clocked that it had been feeding on a human body.
"Laura ran into the boat in tears. We were asked by the crew not to say anything as it would be bad for tourism.
"We couldn't believe it when there were people swimming in the water the next day. There was no mention of sharks in the water or a dead body."
The crew completed the day's diving and took the pair home.
The couple cut their week's hols short due to the incident. Richard said: "Neither of us felt like getting in the water again."
A spokesman for their tour operator told The Sun the incident was reported as soon as the boat got back, and added: "It was not a shark attack that killed the person."
And last night the dive centre insisted they reported the body DURING the trip. A spokesman said: "A guide asked if they wished to proceed and they all said yes. The other guide phoned the authorities."
The resort's beaches were closed last year following shark attacks that killed a tourist and injured two others.
giovedì 17 febbraio 2011
Uno squalo elefante nel porto di Taranto

Un'altra ottima notizia per i nostri mari: La Repubblica riporta un avvistamento effettuato dalla Capitaneria di Porto di Taranto, nelle acque antistanti il porto, sabato scorso.
Un giovane esemplare di squalo elefante (Cetorhinus maximus)stimato 5 metri di lunghezza, si aggirava in superficie nutrendosi di plancton. Ricordo che lo squalo elefante, a dispetto della sua mole (in età adulta raggiunge anche i 9 metri di lunghezza) è un animale COMPLETAMENTE INNOCUO, in quanto si nutre appunto di plancton (ossia piccoli organismi acquatici) che filtra attraverso le enormi branchie. E' una specie ad alto rischio, in quanto vittima di catture accidentali e (nuotando a pelo d'acqua) di incidenti con le imbarcazioni.

Un giovane esemplare di squalo elefante (Cetorhinus maximus)stimato 5 metri di lunghezza, si aggirava in superficie nutrendosi di plancton. Ricordo che lo squalo elefante, a dispetto della sua mole (in età adulta raggiunge anche i 9 metri di lunghezza) è un animale COMPLETAMENTE INNOCUO, in quanto si nutre appunto di plancton (ossia piccoli organismi acquatici) che filtra attraverso le enormi branchie. E' una specie ad alto rischio, in quanto vittima di catture accidentali e (nuotando a pelo d'acqua) di incidenti con le imbarcazioni.


mercoledì 2 febbraio 2011
Affondata la balena di S.Rossore

La carcassa della balenottera comune spiaggiatasi la settimana scorsa sulla costa toscana di San Rossore, è stata esaminata, studiata e poi affondata tra mille difficoltà (tecniche e meteo).
Le spoglie di "Regina" (così chiamata, nonostante si trattasse di un esemplare maschio, perchè morta in prossimità della ex-tenuta del re) riposeranno su un fondale di circa 50 metri, interdetto alla pesca, e verranno costantemente monitorate da un gruppo di studio per 18 mesi, con lo scopo di studiare i processi di decomposizione in acqua e la crezione di un nuovo ecosistema marino.
News e foto tratte dal Corriere della Sera
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