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mercoledì 15 giugno 2011

Et voilà !!!

Il cambio di colore della livrea di un pesce chirurgo della specie Naso hexacanthus
durante una sosta alla "cleaning station" (stazione di pulizia):






Riprese effettuate a Thomas Reef - Sharm El Sheikh - Agosto 2010

lunedì 6 giugno 2011

A special dive buddy :-)

Sharm el Sheikh - Jolanda Reef - Novembre 2006





Qualche minuto di immersione con un buddy un po' speciale (notare il suo ottimo assetto...eh eh ).
Peccato solo che il video sia stato fatto con la macchina foto e la risoluzione lasci a desiderare...
Il video dura pochissimo: in realtà io ed il Napoleone ci siamo accompagnati per 5 minuti buoni, tranquilli, fianco a fianco.
Unica nota negativa: il suo sguardo allibito quando gli chiedevo l'ok !!!!
:-D

venerdì 20 maggio 2011

Il Governatore del Sinai ci ripensa :-)


Dalla Newsletter di HEPCA pare che il Governatore del Sud Sinai sia tornato sui suoi passi in merito alla decisione di aprire la pesca nel Parco Marino di Ras Mohammed (Sharm el Sheikh - Egitto) in Maggio e Giugno, mesi della riproduzione per molte specie di pesci.

Pare che quindi gli inviti a firmare la petizione , abbiano raggiunto il risultato di bloccare tutto !
:-)

giovedì 19 maggio 2011

Petizione contro la pesca a Ras Mohammed


Il profilo di Maometto a Sharks Observatory - Ras Mohammed. Photo Isabella Moreschi


Aderisco anch'io all'appello di Scubaportal, segnalato anche dalla CDWS (Chamber of Diving and Water Sports ) di Sharm el Sheikh, per firmare la petizione contro l'apertura della pesca nel Parco Marino di Ras Mohammed (Sharm el Sheikh - Egitto) nei mesi di Maggio e Giugno, come pare abbia intenzione di permettere il Governatore del Sinai, Mr.Abdel Fadeel Shousha.

In English: please read this article by HEPCA (Hurghada Environmental Protection and Conservation Association).



Perchè firmare ????

I motivi sono tanti e più o meno ovvi:

-Ras Mohammed è un Parco Marino: va da sè che dovrebbe essere tutelato in ogni periodo dell'anno !!!
-è sede di alcuni dei più bei siti di immersione al MONDO, famosi per la quantità di branchi di pesci che li popolano durante la stagione estiva..se concediamo la pesca, che ne rimane ?
-Maggio e Giugno sono i mesi della riproduzione: grandi branchi di pesce di varie specie si radunano proprio per questo: permetterne la pesca in questo delicato momento, ha un impatto devastante su tutto l'ecosistema della zona.
-Secondo gli esperti di squali (di fama mondiale) contattati dalle autorità egiziane dopo gli attacchi avvenuti tra novembre e dicembre del 2010, una delle cause di questa insolita aggressività era da imputare alla pesca illegale e indiscriminata lungo le coste del Sinai, che ha impoverito l'intera area...



firma qui !!! sign here !!!

giovedì 12 maggio 2011

Ancora sulle reti antisqualo a Sharm....


Photo Terry Maas - www.hepca.com

Secondo quanto riportato sul sito dell'HEPCA, in alcuni resorts di Sharm el Sheikh, nonostante il parere negativo degli esperti chiamati a valutare la situazione dopo gli attacchi di squalo dell'inverno scorso, pare siano state installate le cosiddette "reti antisqualo" di cui avevo parlato a Dicembre.
Gli effetti sull'ecosistema saranno devastanti....
Sto cercando di scoprire in rete quali siano i resort coinvolti nello scempio della barriera corallina.
:-(


Di seguito l'articolo pubblicato online (in inglese) da HEPCA:

The Nets Must Come Down

Since the Egyptian popular uprising that commenced on the 25th of January a great deal has been achieved - more than anyone ever expected or thought possible: the Egyptian people have risen and removed the figureheads of corruption, tyranny and oppression; toppling a 30 year-old regime that many believed had become invincible.

In order to generate a genuine change, the removal of the figureheads is not sufficient. The putrid system that they established, that prioritized the immediate gain of the few at the expense of the collective benefit of the nation must be toppled in all sectors. In the Red Sea we have suffered from these unsustainable haphazard policies for decades, the Red Sea community was successful in resisting many crony proposals and policies, but we still have a long way to go.

At the end of 2010, in Southern Sinai, after the tragic shark attack incidents, shark nets were placed along Mr. Hussein Salem’s (a personal friend of Mubarak) hotels’ beaches, contrary to all competent scientific recommendations made by the panel of experts on the ground. This step was absurd, scientifically void, short-sighted and irrational; a hysterical reaction attempting to increase the benefit one man’s short-term interest at a devastating environmental, economic and social cost.

Mr. Salem’s interests superseded all administrative procedures and expert opinions due to his personal friendship with Mubarak. Meanwhile the responsible government officials happily acquiesced to his whims, fabricating void arguments in expression of their years marinating in the cesspool of corruption and nepotism.

HEPCA has been clear about its stance towards these environmentally disastrous concoctions since they have a direct and devastating impact on the local marine ecosystem. An exclusion net will stop any creatures passing through and will halt the movement of grazers and predators (which are essential to reef ecosystems) in and out of the netted area. Additionally, with south wind conditions coming to South Sinai, the nets will most likely become a tangled mess of nylon, steel and marine life adorning the reef. A preliminary report by almost all scientists invited to advise authorities in the aftermath of the attacks (Marie Levine, Ralph Collier, Mustafa Fouda, Mohamed Salem, Leonard Compagno and Erich Ritter) discouraged the use of nets; describing them as expensive and high maintenance, as well as warning that they could encourage sharks to be present in the area.

Those arguing for the installation of these nets often cite the examples of the nets installed in South Africa and Australia; while vehement campaigns for the removal of these nets, in both locations, are surging as even if they are meant to trap sharks, being totally unselective they inevitably end up trapping also other species of a similar size. In Kwazulu-Natal, South Africa, according to the most conservative estimates, a total of 23.4 km of nets capture an average of 591 sharks annually (other estimates surpass 1,200) of which 521 are killed by these “safety nets” that also average an annual catch of 43 dolphins and 60 turtles. The Australian example doesn’t differ much in terms of unwanted catches: only 2.6% of the animals trapped in the nets are classified as potentially dangerous to humans.

These nets do not represent a solution but an actual ecological threat and an improper initiative: nets are not barriers between swimmers and sharks, sharks can swim over, under and around them; 40% of sharks captured in these nets are trapped on the inside of the net!

The net must come down! HEPCA will continue to fight to bring down this net and all that it stands for. We will together with the Protectorates of South Sinai, the oldest protectorate administration in the country that has a long history in protecting the irreplaceable natural resources in the region.

These nets are a heinous crime that must be brought down with the corrupt regime. We now have the opportunity to cleanse our community and country from the vile remnants of the regime that has annihilated so many of our natural resources and obliterated the principals of sustainability and social justice. We must not stop until we have cleansed the community from the stench of corruption that has so deeply infiltrated all aspects of our life.

The system must come down! The net must come down!

lunedì 28 marzo 2011

Meglio di Zelig !!!

Il Corriere della Sera di sabato 26 riporta un'altra esilarante intervista a Riccardo Sturla Avogadri, di cui avevo già parlato qui, autoelevatosi al rango di esperto e studioso di squali.
Tra le varie perle, si distingue un arguto consiglio:

"Il consiglio in caso di attacco? «Bisogna rimanere fermi, perché i denti dello squalo sono solo appoggiati alla mascella e si muovono nell'acqua. Se ci si agita, ci si ferisce e il sangue può far pensare all'animale che abbia morso una preda. Per limitare i danni, meglio immergersi con la muta».

ah ah ah ah ah ah ah

mercoledì 9 marzo 2011

Ultime da Sharm: squalo tigre mangia cadavere !


Articolo tratto da The Sun e liberamente riassunto:

La notizia è stata riportata oggi, ma gli eventi pare risalgano a qualche giorno fa: una coppia di turisti inglesi, in vacanza a Sharm el Sheikh (Egitto), è stata testimone di un fatto inquietante.

Durante la navigazione per raggiungere i luoghi di immersione, a poche centinaia di metri dalla costa, si sono imbattuti in uno squalo tigre che, in superficie, si stava cibando di qualcosa.
La barca si è avvicinata e l'equipaggio si è accorto con orrore che l'animale si stava cibando di un cadavere umano di sesso femminile.
Accese polemiche si sono scatenate in quanto la barca non ha recuperato il corpo ma ha proseguito, avvisando però le autorità.
La polizia ha provveduto a ripescare il cadavere, intimando però il silenzio ai testimoni, per non turbare nuovamente il turismo della località egiziana, già duramente provato dagli attacchi di squalo del dicembre scorso e dalla rivolta di qualche settimana fa. A quanto trapelato, la donna non sarebbe stata uccisa da uno squalo, ma presenterebbe altri tipi di ferite.

Rimane il mistero sull'identità della vittima: che sia la turista italiana scomparsa recentemente e ritrovata morta in mare? Se ne parla qui?


Di seguito l'articolo originale:

Don’t mention the Jaws
By SEAN HAMILTON

Published: Today

TWO Brits who saw a shark eating a human corpse off Egypt's Sharm el-Sheikh resort were told to keep quiet - as it might hit tourism.
The pair watched in horror from their dive boat as the 16ft tiger shark tore at the body less than a third of a mile from the shore.
But the crew continued with the trip - not stopping to fish out the female corpse.
They told Richard King, 32, partner Laura Hooper, 29, and five other tourists not to speak out in the resort - blighted by shark attacks last year.
Police later recovered the body and began an inquiry.
Salesman Richard, of Swindon, told how the crew saw the shark soon after leaving Sharm Beach for a day's scuba-diving.
He said: "As we got closer, we clocked that it had been feeding on a human body.
"Laura ran into the boat in tears. We were asked by the crew not to say anything as it would be bad for tourism.
"We couldn't believe it when there were people swimming in the water the next day. There was no mention of sharks in the water or a dead body."
The crew completed the day's diving and took the pair home.
The couple cut their week's hols short due to the incident. Richard said: "Neither of us felt like getting in the water again."
A spokesman for their tour operator told The Sun the incident was reported as soon as the boat got back, and added: "It was not a shark attack that killed the person."
And last night the dive centre insisted they reported the body DURING the trip. A spokesman said: "A guide asked if they wished to proceed and they all said yes. The other guide phoned the authorities."
The resort's beaches were closed last year following shark attacks that killed a tourist and injured two others.

lunedì 17 gennaio 2011

Aggiornamenti da Sharm: pesca e snorkeling


CDWS ha pubblicato 2 aggiornamenti su ciò che si può e non si può fare a Sharm:

- è consentito lo snorkeling dalla barca
-
è vietata la pesca sportiva lungo tutta la costa del Golfo di Aqaba (Sharm, Dahab, Nuweiba, Taba)
foto tratta da Giorgio Taverniti Blog

giovedì 6 gennaio 2011

Sharm: spiagge di nuovo chiuse

La spiaggia di Ras Bob, con l'isola di Tiran sullo sfondo; foto tratta da www.sharmegitto.wordpress.com

E' di un paio di giorni fa (ma è passato sotto silenzio fino ad oggi, forse per garantire le partenze dell'Epifania) il nuovo decreto del Governatore del Sud Sinai che sancisce nuovamente la chiusura delle spiagge a Sharm el Sheikh.
Dopo averle riaperte solo pochi giorni fa....
A questo punto è chiaro che la sicurezza dei bagnanti è stata relegata in secondo piano rispetto agli affari turistici legati al periodo natalizio.
Cercherò di scoprire se quest'ennesima chiusura sia legata a qualche avvenimento (leggi incidente) specifico.

In poche parole sono vietate, fino a nuovo comunicato, le immersioni con partenza da riva (shore diving) tranne che a Sharm el Maya, Naama Bay, Ras Umm Sid, Sharks Bay, Ras Gamila, nel Parco Nazionale di Nabq (a nord di Nakhlet Eltal) e nelle aree designate del Parco Nazionale di Ras Mohammed.

Di seguito il decreto, tratto dal sito della CDWS (Chamber of diving and water sports):

4 January 2011: copy of decree # 3 for the year 2011
Tuesday, 4 January 2011

CDWS would like to inform members that the Governor of South Sinai has issued decree number 3 for the year 2011.
The decree states the following:

- House reef shore diving is now banned in Sharm el Sheikh, with the exception of the following areas: Sharm el Maya, Naama Bay, Ras Umm Sid, Sharks Bay, Ras Gamila and Nabq National Park (north of Nakhlet Eltal).

- Shore diving is allowed in the following areas: Sharm el Maya, Naama Bay, Ras Umm Sid, Sharks Bay, Ras Gamila and Nabq National Park (north of Nakhlet Eltal) as well as designated areas in Ras Mohammed National Park.

CDWS is working to have this ban lifted, and will inform members as soon as there are any further developments.

lunedì 3 gennaio 2011

Barriere elettromagnetiche antisqualo a Sharm? Prime smentite !

Qualche giorno fa ho scritto un post su un presunto comunicato stampa ufficiale con il quale si informava dell'intenzione di circondare le spiagge ed i reef di Sharm el Sheikh con delle fantomatiche barriere elettromagnetiche antisqualo.
Pare che invece il Governatore del Sud Sinai abbia già smentito il coinvolgimento di Riccardo Sturla Avogadri in un eventuale progetto di protezione delle coste.



photo by Mark Addison

Riassuntino veloce:

Riccardo Sturla Avogadri diceva:
"Il progetto consiste in una barriera ad onde elettromagnetiche creata attraverso degli elettrodi disposti di fronte le spiagge che faranno da filtro solo per gli squali e le razze non per gli altri pesci. (...) Questo tipo di tecnologia esiste già per difese personali ma nel mondo non è mai stata usata per proteggere una intera area. Il progetto è piaciuto molto e il giorno dopo siamo stati autorizzati a recarci in mare aperto al limite del parco marino per attirare dei Longimanus. Il Governatore ha anche richiesto al parco marino di collaborare con noi.(...)
Al momento abbiamo ricevuto l’incarico di costruire 13 barriere di 100 mt per i principali hotel di Sharm El Sheikh."


Il Governatore, General Abdel Fadeel Sousha, invece pare abbia dichiarato questo:
"He (the company's owner) showed us a video in a meeting in Sharm El-Sheikh on devices used to protect beaches from sharks and made verbal and purely theoretical proposals that didn't persuade me on a personal level," said General Sousha. "I asked him for a practical demonstration in front of a committee of experts so we could be sure the devices work effectively. This still hasn't happened."

In italiano:
"Il proprietario della società (Riccardo Sturla Avogadri n.d.a.) ci ha mostrato, durante un meeting a Sharm el Sheikh, un video sui dispositivi utilizzati per proteggere le spiagge dagli squali e ci ha fatto proposte solo verbali e teoriche che non mi hanno persuaso a livello personale. Gli ho chiesto una dimostrazione pratica di fronte ad una commissione di esperti, in modo da essere sicuri che il dispositivo funzioni effettivamente. Questo non è ancora accaduto."

Articolo completo da Ahram Online:


Governor denies agreeing electro-magnetic shield to prevent sharks
Experts say the electro-magnetic shield shocks swimmers not sharks
Dalia Farouq, Sunday 2 Jan 2011

General Abdel Fadeel Sousha, governor of South Sinai, has denied media reports that he has agreed with the owner of an Italian company (Shark Academy) to install an electro-magnetic shield along the Sharm El-Sheikh coastline to protect it from shark attacks.

"He (the company's owner) showed us a video in a meeting in Sharm El-Sheikh on devices used to protect beaches from sharks and made verbal and purely theoretical proposals that didn't persuade me on a personal level.

"I asked him for a practical demonstration in front of a committee of experts so we could be sure the devices work effectively. This still hasn't happened."

Shousha went on to add that "Shark Academy's claim that it has started supplying thirteen hotels in Sharm El-Sheikh is incorrect because it hasn't backed up its claims and we won't allow our coasts to be an experimental field for untested devices and hardware or half-solutions that expose the lives of our guests to risks."

Shousha's scepticism is well founded according to Ziad Basel, chairman of the technical committee of the Chamber of Diving Tourism and Marine Activities.

Basel, explained that the electro-magnetic shield that Shark Academy proposed is not certified by scientists according to criteria applied anywhere in the world.

According to Mary Levine, head of Princeton University's shark research institute and part of the team of experts that looked into reasons for the spate of shark attacks in Sharm El-Sheikh last December, the electro-magnetic shield doesn't work.

The system, she revealed, has already failed to prevent sharks from entering swimming areas in Natal, South Africa. Instead swimmers received a shock as they swam.

Even when the system was developed and produced in a different form by an Australian company under the name Shark Shell, it also failed to protect swimmers from shark attacks.

giovedì 30 dicembre 2010

La ciliegina sulla torta....


Che a Sharm fossero alla frutta ce lo faceva supporre la ridicola gestione del "problema squalo" ( riassuntino: spiagge chiuse, spiagge aperte, attacco fatale, spiagge richiuse, arrivo di esperti di fama mondiale, uccisione indiscriminata di ogni tipo di squalo pasturando e utilizzando "long lines", immersioni consentite solo ai sub con + di 50 immersioni, snorkeling vietato, no ok anche lo snorkeling ma solo dalla barca, ok alle immersioni per tutti, bagno vietato, no ok al bagno ma solo entro i 2 metri di profondità, snorkeling davanti agli alberghi vietato, no ok allo snorkeling dall'albergo ma solo con una guida tesserata CDWS....).
Ci mancava solo la ciliegina sulla torta.

Eccola.

Entra in scena Riccardo Sturla Avogadri, pilota di linea e appassionato di squali (vivi e morti, che colleziona e rinchiude in un acquario o di cui vende denti e mandibole!!!) che, dopo aver rilasciato esilaranti dichiarazioni (peraltro non richieste) sulla causa degli attacchi come ad esempio la pipì dei bagnanti (quindi davanti a Rimini e Riccione, ad Agosto, ci saranno milioni di squali pronti al banchetto?) nonchè l'odore proveniente dai ristoranti sul mare (peccato che a Sharm non ce ne sia uno, in riva al mare!) si offre per la soluzione risolutiva, tramite fantomatiche barriere ad onde elettromagnetiche...
Peccato che qualche giorno prima avesse dichiarato:

Domanda: Le autorità egiziane hanno deciso di riaprire ai turisti la spiaggia di Sharm el Sheikh adottando delle misure di sicurezza quali un costante lavoro di pattugliamento al largo e una bandiera rossa che avvertirà prontamente i bagnanti della presenza di eventuali squali nelle vicinanze. Secondo te quali altre misure di sicurezza è opportuno adottare?

Risposta: So che c’è stata una riunione con il governatore del Sinai e qualche esperto parlava di reti a protezione delle spiagge come avviene in Sud Africa e in Australia. I risultati sarebbero ottimi per i turisti in quanto avrebbero la certezza matematica di non essere morsicati accidentalmente, ma si è sottovalutato un grosso problema: in questo modo si ucciderebbero milioni di pesci perché si impiglierebbero nelle reti. Si è parlato anche di barriere elettriche che agirebbero sulle ampolle del Lorenzini (gli speciali organi di senso posseduti da squali e razze situati nella parte anteriore della testa che formano una rete di canali pieni di gel, n.d.r.) non facendo avvicinare solo squali e razze ma lasciando passare altri pesci, delfini, balene, tartarughe, etc. Purtroppo nessuno è esperto in questo campo e barriere di questo genere non sono mai state costruite."

Bene!
Migliaia di bagnanti, sub e (ultimi ma non meno importanti) pesci ad altri animali marini, sono felicissimi di fare da cavia all'esperimento del buon Riccardo, che se non ha le luci della ribalta su di se, pare non essere contento (ricordiamo ad esempio il pessimo gusto di vendere denti, mascelle di squalo ed altri macabri reperti di specie in via di estinzione in varie occasioni, tra cui la fiera subacquea EUDI, scatenando come ovvio una ridda di polemiche)!!!


Di seguito ecco il delirante comunicato diramato ai media e agli operatori del settore subacqueo, buon divertimento:


COMUNICATO STAMPA SUGLI AVVENIMENTI IN MAR ROSSO A SHARM EL SHEIKH

di riccardo sturla avogadri rientrato da Sharm El Sheikh

"Inizio questo comunicato stampa indirizzato a tutti i media e operatori del settore subaqueo e turistico, autorizzandovi sin da ora a rilanciarlo su tutti i motori di ricerca, siti, radio, etc.
Dopo 27 anni di duro lavoro nel campo squali iniziando principalmente con lo studio dei dispositivi antisqualo a onde elettriche e della messa a punto di una tecnica che mi permetteva di addormentarli con la quale poi ho iniziato a marcarli per sapere i loro spostamenti è finalmente arrivato il giusto riconoscimento.
Ringrazio principalmente tutte le persone che in questi anni hanno aiutato la Shark Academy Onlus che dal 1 di gennaio apre le iscrizioni a tutti potendo così avere diritto di voto.
Come tutti sanno in mar rosso per la festa del sacrificio erano previste migliaia di pecore da sacrificare… Un mese prima dell’evento è esploso un condotto di gas sotto una collina uccidendone molte migliaia, questo ha reso necessario integrare quelle mancanti facendo arrivare via mare due navi dalla Somalia ed Ethiopia circa 70 mila pecore. Durante il tragitto ne sono morte 4200 che sono state buttate in mare pensando andassero sul fondo, invece si sono gonfiate, tornate in superficie e trasportate dalle correnti sulle coste di Sharm El Sheikh portandosi dietro centinaia di squali di ogni specie, specialmente quelli oceanici (Longimanus e Mako). Questi squali si sono nutriti delle carcasse in decomposizione che hanno creato ammoniaca, l’ammoniaca infatti è usata per attirare gli squali in quando fa credere al pesce che ci sia un corpo morto in acqua di cui nutrirsi. I bagnanti in acqua spesso fanno urea che diventa ammoniaca, questo fa si che gli squali vanno a mordere le persone. Dopo vari tentativi di capire cosa sia successo in Egitto e dopo la chiusura, apertura e richiusura delle spiagge sono stati interpellati da tutto il mondo diversi esperti, nessuno è stato in grado di trovare una spiegazione certa dell’accaduto e nessuno ha trovato una soluzione al problema. Un gruppo di diving, operatori del settore nautico e direttori di alberghi hanno a questo punto iniziato a cercare qualcuno che potesse risolvere questo problema. E’ saltato fuori il nome della Shark Academy Onlus che al momento e’ presente nei primi 10 siti di tutti i motori di ricerca digitando la parola shark facendo registrare dai 2000 ai 3000 contatti giornalieri. Sono stato quindi convocato in qualità di presidente e fondatore della S.A. da questo gruppo di operatori del settore capeggiati da Gualtiero Camerini (wally) manager del sharm coast & sheikh coast diving il quale mi ha organizzato una conferenza presso l’hotel Savoy a Sharm El Sheikh con il Governatore del Sinai il 20 dicembre 2010. Alla conferenza erano presenti circa 30 dirigenti del settore turistico del mar rosso. La mattina avevamo fatto un sopraluogo nei posti degli attacchi equipaggiato di apparecchiatura PCE molto sofisticata per misurare i valori dell’acqua (ph, ossigeno, salinità, conduttività, microvolts, ammoniaca, nitrati, nitriti etc.). Abbiamo testato un dispositivo di nuova concezione che tiene lontani squali e razze ma che fa passare tutti gli altri animali marini. Durante la conferenza ho fatto una presentazione della Shark Academy Onlus e dei risultati ottenuti in questi anni. E poi illustrato il progetto di protezione delle coste. Il progetto consiste in una barriera ad onde elettromagnetiche creata attraverso degli elettrodi disposti di fronte le spiagge che faranno da filtro solo per gli squali e le razze non per gli altri pesci. In questo modo potrò evitare di far mettere le reti che ucciderebbero milioni di pesci, oltretutto molti di questi pesci rimasti incastrati nelle maglie delle reti attirerebbero altri squali che mordendo il pesce potrebbe rompere la rete e fare dei buchi per poi entrare comunque al suo interno! Questo tipo di tecnologia esiste già per difese personali ma nel mondo non è mai stata usata per proteggere una intera area. Il progetto è piaciuto molto e il giorno dopo siamo stati autorizzati a recarci in mare aperto al limite del parco marino per attirare dei Longimanus. Il Governatore ha anche richiesto al parco marino di collaborare con noi. Equipaggiato di ogni tipo di dispositivo preso dal museo/centro ricerca Shark Academy presente nella mostra squali di Jesolo lido Shark Expo e grazie ad apparecchiature scientifiche messe a disposizione direttamente dalla Shark Expo di Jesolo, siamo andati in acqua simulando le stesse condizioni degli attacchi, provvisti solo del dispositivo antisqualo ad onde elettriche. I risultati delle ricerche verranno esposti durante una conferenza stampa che stiamo preparando nel centro ricerca squali a Jesolo Lido. Al momento abbiamo ricevuto l’incarico di costruire 13 barriere di 100 mt per i principali hotel di Sharm El Sheikh. Il giorno 28 dicembre sono state riaperte le spiagge ma non sta comunque entrando quasi nessuno in acqua in quanto non è ancora stata fatta nessuna barriera di protezione e la paura di essere attaccati accidentalmente da uno squalo è ancora grandissima e non andrà mai via finchè non si vedrà qualcosa di materiale. Circa il 60% di cancellazioni di prenotazioni stanno mettendo in crisi molti operatori del settore turistico. Da un momento all’altro mi sono trovato ad essere un esperto in un campo che non pensavo sarebbe mai servito per la protezione delle spiagge, nel 1996 (ben 14 anni fa ero diventato l’importatore ufficiale per tutto il Sud Europa della prima versione di questo dispositivo chiamato P.O.D. protective oceanic device che ho poi modificato e che usavo come sicurezza per immergermi con squali bianchi, tigre zamebsi etc.), tutti sanno che gli squali non sono pericolosi per l’uomo, purtroppo aver alterato le condizioni naturali delle acque ora ha realmente creato un alto rischio per l’uomo di essere confuso per una potenziale preda. La prima barriera elettromagnetica sarà pronta entro un mese da ora, avrà una estensione dalla spiaggia di 50 mt x 100 mt fino a una profondità di circa 16 metri. I bagnanti potranno quindi riprendere le loro normali operazioni di snorkeling, nuoto, etc. CON UNA SICUREZZA DEL 99% solo all’interno di queste barriere. Sul sito www.sharkacademy.it saranno visibili le foto delle barriere anche in tempo reale grazie a telecamere subacquee che ne mostreranno il funzionamento. Mi dispiace solo che il governo Italiano, regioni comuni e politicanti sappiano solo fare un sacco di chiacchere e come al solito pensano solo ad arricchirsi alla faccia di molti come il sottoscritto che a proprie spese è andato in ferie a cercare di risolvere un problema di carattere mondiale, sono arrivati più riconoscimenti da altri paesi piuttosto che dal paese per cui lavoro e al quale pago le tasse… scrivetemi a info@sharkacademy.com "

mercoledì 29 dicembre 2010

Situazione Sharm: un contentino per tutti


Ecco l'ultimo comunicato rilasciato ieri dalla CDWS (Chamber of Diving and Water Sports) che non posso fare a meno di commentare (in blu), dato che il ridicolo sembra non aver fine !!!

28 December: copy of Decree # 389
Tuesday, 28 December 2010

CDWS today received Decree # 389 dated 28.12.10 from the office of the Governor of South Sinai.

The decree states the following:

- all areas along the Sharm el Sheikh coast line are now open to water sports.

Tutte le aree sulla costa di Sharm el Sheikh sono riaperte per gli sports acquatici.
Bisognerebbe capire cosa intendono per "water sports":
Snorkelling? No.
Nuoto? No.
Banana boats? Boh.
Immersioni? Boh, non le avevano già consentite dappertutto?

- swimming is permitted in front of hotels on the condition that the hotel provides a ‘secure swimming area’. A ‘secure swimming area’ is defined as no deeper than 2m and clearly marked with buoys and ropes.
Si può nuotare di fronte agli hotel, solo se l'hotel allestisce un'area sicura: massima profondità 2 metri, delimitata da boe e corde (che notoriamente spaventano gli squali?!?)....quindi?
Quindi solo nelle baie...Naama Bay, Sharks Bay, Sharm el Moya, nella laguna dopo l'ex Conrad a Ras Ghamila e sul bagnasciuga della costa dato che da tutte le altre parti il reef è a frangente, quindi con profondità superiore ai 2 metri...

- CDWS confirmed with Gen. Ahmed Saleh that; all regulations relating to snorkelling in previous decrees still apply according to the decree # 358 (i.e. snorkelling in Tiran area only, only by boat and no drift snorkelling)
Confermate le disposizioni già in vigore : Snorkelling solo a Tiran, solo dalla barca e solo in shamandura...però però però ecco l'eccezione per non scontentare gli albergatori:

- the exception to this rule is that snorkelling activities maybe conducted where a hotel has a fringing reef, on the condition that they are accompanied by a snorkelling guide. The snorkelling guide must be a CDWS card holder and be working for a CDWS member centre.
Lo snorkelling può essere effettuato anche dagli hotel che hanno un reef a frangente (= ossia tutti quelli che non sono in una baia) con la condizione che ci sia una guida che abbia il tesserino della CDWS e che lavori per un centro CDWS (notoriamente invisi agli squali più audaci ?!?).................

martedì 28 dicembre 2010

Reti antisqualo a Sharm?

foto © Jeremy Stafford-Deitsch

Dopo la ridda di articoli, interviste, servizi tv che hanno intasato i media, tutto tace per quanto riguarda il "problema squalo" di Sharm el Sheikh.
Ma si sa, è Natale e sono tutti più buoni (longimanus inclusi) e bisogna tentare di salvare la stagione, dopo la magrissima figura che le autorità egiziane hanno fatto nella gestione della vicenda.
Un silenzio sospetto avvolge quello che avviene a Sharm.
Le uniche news arrivano da HEPCA (Hurghada Environmental Protection and Conservation Association)che, dopo aver denunciato il massacro di un gran numero di squali (quindi non solo quei 2 mostrati alle tv di tutto il mondo) ci avverte che l'unica soluzione trovata dal pool di esperti (nemmeno concordi tra loro) e dalle autorità, sia quella di posizionare delle reti che proteggano i bagnanti da un eventuale incontro con uno squalo.
Inutile sottolineare il devastante impatto che avranno queste reti sul delicato ecosistema di una barriera corallina...

martedì 21 dicembre 2010

Video del mancato attacco del longimanus - Sharm agosto 2010

Ecco finalmente il video girato il 19 Agosto 2010 a Gordon Reef (Sharm el Sheikh)quando abbiamo avuto un incontro molto ravvicinato con uno squalo Carcharhinus longimanus mentre attendevamo la barca in superficie dopo un'immersione; avventura raccontata nel post "Tra le pinne del longimanus".

Il video dura solo 28 secondi ed è stato girato con un grandangolo, dunque lo squalo era molto più vicino di quanto non sembri (!).
In questo frangente, dopo aver realizzato che lo squalo ci puntava avvicinandosi molto (una spanna da me !!!) e dopo avergli rifilato 2 calci con tutta la forza che avevo, stiamo scappando mentre la barca ci viene a prendere a tutto gas.
Dato il momento, la qualità del video non è un granchè ;-)

Protagonisti: io,Ella (pinne fucsia) Cicciuzz (pinne gialle) Toscanello (pinne nere)

Tolte le restrizioni alle attività subacquee a Sharm el Sheikh

Photo: ALAMY

La CDWS ha diramato un comunicato con cui informa che sono state tolte le restrizioni applicate alle attività subacquee dopo gli attacchi di squalo avvenuti 3 settimane fa lungo la costa di Sharm el Sheikh.
Nulla cambia invece per quanto riguarda lo snorkeling, per cui rimangono in vigore i divieti pubblicati qualche giorno fa.

CDWS member update: diving restrictions lifted


All diving restrictions put in place following the series of shark incidents since 30 November have now been lifted.

Following continuing safety assessments and a gradual change in restrictions, CDWS is pleased to inform members that all diving activities can continue under the normal safety and standards guidelines applicable before the incidents.

At this time, restrictions regarding snorkelling remain unchanged. As and when there will be changes to these restrictions, we will send out an announcement

giovedì 16 dicembre 2010

Sharm: nuove regole per immersioni e snorkeling

Ieri sera la CDWS ha diramato un nuovo comunicato con le nuove regole per le immersioni subacquee, i corsi e lo snorkeling nell'area di Sharm el Sheikh, valide fino a nuovo comunicato.
Riassumendo:

A-I sub con più di 50 immersioni si possono immergere ovunque, anche dalla spiaggia, su tutta la costa senza restrizioni di sorta.

B-I sub con meno di 50 immersioni possono effettuare immersioni solo nei siti in cui la barca può essere ormeggiata. Non sono consentite drift dives )immersioni in corrente con la barca non ancorata). Per questi sub rimane interdetta la zona a nord di Naama Bay, finoa Ras Nasrani (almeno fino al 21.12).

C-Principianti (corsi ed introductory dives) possono effettuare le immersioni solo nelle seguenti aree:
Sharm El Maya
Naama Bay
Sharks Bay (solo dalla spiaggia)
South & North Lagoona in Tiran
Nabq Bay

D-Per i corsi avanzati a sub con + di 50 immersioni: seguire il punto A
Per i corsi avanzati a sub con - di 50 immersioni: seguire il punto B
Non sono consentiti per il momento i corsi Rescue (per evitare lunghe permanenze in superficie ed evitare il panico nei bagnanti simulando i soccorsi)

E-Snorkeling dalla barca: può essere effettuato solo nell'area di Tiran e solo con la barca ancorata, almeno fino al 21.12

F-Glass boat: Nessuna restrizione

G-banana boat e sci d'acqua rimangono per il momento vietati


Ecco il comunicato originale:

CDWS member update: 15 December 2010
22:00

On 14 December 2010 CDWS received Governor Decree # 357 for year 2010 relating to the opening of some beaches and the restart of some marine excursions in Sharm el Sheikh.

This decree caused a lot of confusion and as a result, chairman of CDWS Mr Hesham Gabr, requested a meeting this evening with the Governor of South Sinai and the Egyptian coast guard in a bid to gain some clarification for CDWS members on what activities are allowed and which are not.

As a result of this meeting, CDWS can now confirm the governor ruled upon the following:

A: for certified divers with 50 dives or more:
Diving is allowed in all sites including shore sites.

B: for certified divers with less than 50 dives:
Diving is allowed where there are mooring lines only.
No drift dives are allowed.
The area north of Naama Bay to Ras Nasrasni remains closed to this category of diver - this applies until 21.12.2010

C: for beginners courses & intro dive activities,
Diving is allowed only in the following areas (this applies until 21.12.2010)

Sharm El Maya
Naama Bay
Sharks Bay (from the shore only)
South & North Lagoona in Tiran
Nabq Bay


D: other divers

For advanced training of divers with 50 dives or more, the same rules as category A applies.
For advanced training of divers with less than 50 dives, the same rules as category B applies.
Rescue training is temporarily not allowed due to the following reasons :
to avoid prolonged time spent on the surface performing skills.
to avoid causing panic to tourists due to the simulated behaviour of the diver playing the role of a victim.

E:Snorkelling
Snorkelling excursions by boats are allowed only in all areas of Tiran.
No drift snorkelling is allowed. Other areas remain banned - this applies unt il 21.12.2010

F: Glass bottom boats and semi-subs
Glass bottom boats & semi-subs are working as usual.

G: Banana, tube and water ski
Activities of banana, tube and water ski remain banned until further notice.

mercoledì 15 dicembre 2010

Errata corrige: spiagge ancora chiuse a Sharm

Dal comunicato di ieri della CDWS (Chamber of Diving and Water Sports) le spiagge di Sharm el Sheikh rimangono interdette alla balneazione (tranne quella di Naama Bay e Sharm el Maya, a patto di seguire le regole ed indicazioni del Governatorato del Sud Sinai).
Rimangono inoltre in vigore le restrizioni per l'attività subacquea:
-sub con almeno 50 immersioni registrate
-immersioni consentite solo a Tiran, Ras Mohammed e lungo la costa a sud di Naama Bay
Seguono alcuni consigli da parte del team di esperti che si sta occupando del caso, sia alle autorità, sia ai subacquei, su come comportarsi in caso si venga avvicinati da uno squalo.




CDWS update: 14 December 2010

1.Diving restrictions continue
2.Scientist recommend short-term and long-term measures to prevent shark attacks.

Restrictions on diving and watersports activities remain in Sharm el Sheikh, while safety assessments continue following the shark attacks.

CDWS would like to reassure its members that it is constantly monitoring the situation and hopes to gradually lift the restrictions in the near future. However, the organisation has underlined its priority in any decisions is the safety of visitors and its members.

The majority of areas in Sharm el Sheikh remain open to diving activities for CDWS members and their clients, however, there are the same restrictions on where these can take place and on client experience.

Qualified diving clients, who must have a minimum of 50 logged dives, are permitted to participate in scuba activities run by boat by CDWS members in the following areas:

- Area of Tiran
- All dive sites south of Naama Bay to Ras Mohammed National Park
- The entire area of Ras Mohammed National Park

Diving remains completely banned at this time in the area between Ras Nasrani to the north of Naama Bay jetty (also known local north area). No shore diving is permitted anywhere in the Sharm el Sheikh area.

Under NO circumstances are introductory or training dives permitted to take place in the sea anywhere in Sharm el Sheikh until CDWS members are notified otherwise. However, training and introductory diving activities are able to take place in other resorts, such as Dahab.

Snorkelling activities and other watersports remain heavily restricted - with the exception of glass bottom boat operations and semi-submarines - along the whole of the Sharm el Sheikh coastal area. According to the latest information received by the CDWS from the South Sinai Governorate office, snorkelling/swimming in the sea is only permitted in the following areas:

- in designated safe, natural sheltered bay areas within the Ras Mohammed National Park (Hidden Bay) and the Nabq National Park. The South Sinai National Park is responsible for monitoring the safety of these activities.

- The beach areas of Naama Bay and Sharm el Maya are open for swimming and snorkeling under strict South Sinai Governorate rules and regulations that must be adhered to by all hotels in these areas.

CDWS asks members to ensure divers remain vigilant in the water, particularly in areas where sharks are present (see recommended guidelines below).

Scientists working to determine the causes of the five shark attacks confirmed there were two species involved in the incidents: one oceanic whitetip shark and one mako shark. Factors that contributed - but are not limited to - the causes of behavioural change in sharks involved in attacks were also revealed at a press conference on Sunday 12 December in Sharm el Sheikh. The following was confirmed:

- A major factor in this incident was the illegal dumping of sheep carcasses one month before the incidents.

- Illegal activities of feeding marine life. Localised feeding of reef fish and/or sharks by swimmers, snorkellers and some divers

- Depletion of natural prey in the area caused by overfishing

- Unusually high water temperatures in Sharm el Sheikh

Following the publication of these findings, leading shark expert George Burgess offered the following recommendations to Egyptian government officials:

- Not to kill any sharks

- Take serious actions to fully investigate and take action against illegal dumping of animals or other waste products

- Practice of feeding of marine wildlife, particularly reef fish and sharks, should be immediately stopped. Violations of this ban should see sufficiently high fines.

- Need for education of personnel working on boats and beach hotel staff (suitable marine environmental and lifeguard training)

- Education of tourists and the public on environmental awareness, including the dangers of feeding marine life, through films on planes, tour operator and hotel briefings, as well as dive and snorkel operation briefings.

- Strict enforcement of illegal fishing laws to ensure natural prey for animals such as sharks is not depleted.

- Investment in further shark studies in the Red Sea.

In relation to suggestions by officials at the press conference that netting should be present around some beaches, George Burgess added the following clarification:

There are two types of nets used. Meshing or gill nets are designed to kill as many sharks as possible and are totally unacceptable. Exclusion nets designed to be a barrier between sharks and swimmers do not kill marine life. These exclusion nets are recommended only in areas with flat sandy bottoms, with low current and wave action. Use of these nets in any other area would be very damaging to the environment.

For all media enquiries and information on restrictions on beach and swimming activities, please contact the South Sinai Governorate directly. Official Egyptian government spokesman, Mr Ahmed Saleh, Deputy Governor for South Sinai. Tel. +20 10 164 0441

Shark diving guidelines:
CDWS chairman Hesham Gabr said: "It is widely known sharks behave very differently towards divers in the water. However, as an extra precaution, only experienced divers are permitted to take part in guided activities in Sharm el Sheikh at this time. The 50 logged dive limit is a benchmark judged in recognised scuba standards to ensure divers have good buoyancy and control underwater and behave in a calm and controlled manner."

The following recommendations were published in BLUE magazine Issue Seven and provided by Red Sea shark researcher Dr. Elke Bojanowski:

General Rules for Observing Sharks
- Elke insists that diving with oceanic whitetip sharks can be a completely safe as well as exciting experience, but explains that (like with any other predatory shark) certain behavioural rules should be followed to avoid potentially stressful or even dangerous situations:

- Only enter the water if you are comfortable with the situation, and confident that you can stay calm

- Do not enter the water if there is any sign of feeding activity around the boat

- Be aware that you are most vulnerable on the surface, so control you buoyancy at all times

- Avoid erratic movements

- If you want (or need) to leave the water, do so in a calm and orderly fashion

- Try to avoid surfacing straight above a shark swimming below you

- To avoid oceanic whitetips coming too close for your comfort, staying next or slowly retreating to the reef might help

- Do not try to touch or in any way harass a shark

- Do not be alarmed by a shark calmly circling you, just make sure to turn with it and keep it in sight

- Stay alert and look around you from time to time to see if another shark is approaching you from behind/underneath/above; otherwise one might sneak up to you

- Generally, sharks are more reluctant to closely approach groups of divers than single ones

- REMEMBER: you are in the water with a wild predator, whose behaviour will never be 100% predictable!

lunedì 13 dicembre 2010

Sharm: riaprono le spiagge ?

Ultim'ora:

Le spiagge di Sharm el Sheik riaprono alla balneazione (articolo da Full Travel.it)

"Inizia a rientrare l'allarme squali a Sharm el Sheik, tant'è che questa mattina arriva la notizia secondo la quale le spiagge stanno riaprendo alla balneazione, a patto di rispettare alcune misure di sicurezze delle quali i turisti dovranno tener conto.

Mohamad Abdel Fadil Shousha, Governatore della regione del Sinai del Sud, ha fatto sapere che le spiagge di Sharm el Sheik potranno gradualmente essere nuovamente accessibili alla balneazione. I turisti in partenza per la località del Mar Rosso possono tirare un sospiro di sollievo, a patto però di rispettare alcune semplici indicazioni diramate dalle autorità competenti.
Anzitutto, si chiede di osservare sempre l'eventuale presenza di bandiere rosse che inibirebbero l'accesso alle acque: il segnale avvertirebbe circa la presenza di squali.
Inoltre si fa presente che è vietato portare con sè cibo e sacchetti con alimenti di qualsiasi tipo quando ci si appresta a fare immersioni e escursioni per osservare la barriera corallina.
Infine, poichè la riapertura delle spiagge avverrà nelle zone adiacenti le strutture alberghiere, si sconsiglia assolutamente di raggiungere altri lembi di litorale non esplicitamente aperti.
Le autorità egiziane hanno intensificato il pattugliamento della zone, sia da mare che da terra, e stanno invitando i gestori degli hotel, dei villaggi e dei resort ad attenersi alle nuove indicazioni di sicurezza. "

Autore: Redazione FullTravel
Pubblicato il: 13 dicembre 2010

Sharm: quanti attacchi di squalo ci sono stati in realtà ?

Venerdì scorso ho trovato questo resoconto pubblicato da GL Press .
L'autore, Alessandro Calimeri (che vive e lavora a Sharm come guida subacquea, foto a fianco) riporta di alcuni attacchi da parte di squali avvenuti PRIMA di quelli di fine novembre/inizio dicembre.

La domanda è: come mai non se ne è avuta notizia?
Soprattutto di quello fatale ai danni di un ragazzino?
Nel frattempo sto cercando altri riscontri nel web...

"Come il film di Steven Spielberg, lo “Squalo”, così alcune persone paragonano l’avvenimento accaduto domenica scorsa, 5 dicembre, a Sharm El Sheikh quando una turista tedesca di 70 anni, è stata attaccata da uno squalo di fronte all’albergo in cui alloggiava.
I testimoni dicono che l’animale si è portato proprio a ridosso della barriera per compiere il suo attacco, come non era mai accaduto.
Ma andiamo per ordine, spiegando nel dettaglio quali sono stati i fatti, prima del tragico avvenimento.
A metà novembre, al termine dell’Aid Kibir (festa musulmana), vengono gettati in mare mucche, agnelli e montoni, che vengono sgozzati per usarne il sangue. Questo per evitare il pagamento della tassa sullo smaltimento del bestiame, introdotta quest’anno dal governo egiziano. Sabato 20 novembre, in un villaggio di Sharm, avviene il primo attacco di squalo a una snorkelista. Domenica 21, in un famoso villaggio di Sharm, muore un ragazzino per le ferite riportate a causa dell’attacco di uno squalo ma la stampa non ne viene a conoscenza e la notizia non viene diffusa. Mercoledì 1 dicembre tre turisti russi e uno ucraino, in due episodi differenti, vengono attaccati davanti ai loro alberghi nella località di Ras Nasrani. Dalle varie testimonianze dei bagnanti si tratterebbe di uno squalo pinna bianca oceanico (Longimanus Carcharinus) con un evidente cicatrice sulla coda (E NON DI UNO SQUALO BIANCO O UNO SQUALO DALLA PINNA BIANCA COME RIFERITO DA ALCUNE IMPORTANTI EMITTENTI ITALIANE). Le spiagge vengono chiuse per tutelare la sicurezza dei bagnanti. Giovedì, dopo che le autorità hanno ben pasturato la zona (PER FARE COSA? PER ATTIRARNE ALTRI?) vengono catturati un Longimanus e uno Squalo Mako (Isurus Oxyrinchus), si dice complici degli attacchi. Dopo averli squartati e controllati minuziosamente non viene trovato nulla dentro. Come se niente fosse le spiagge vengono riaperte e i bagnanti tornano in acqua. Fino ad arrivare a domenica 5 quando, all’ora di pranzo, davanti allo “Hyatt Resort”, nella zona di Near Garden, viene attaccata e uccisa una turista tedesca di 70 anni. A tragedia avvenuta spiagge di nuovo chiuse. Incalzano le polemiche, giustamente, sulla rapida riapertura delle spiagge e sul fatto che due squali sono stati uccisi senza un vero motivo. Ma martedì 7, con un comunicato ufficiale, il Ministero egiziano decide di riaprire alcuni siti solo a subacquei esperti, con almeno 50 immersioni alle spalle. Nella mia incredulità decido che non ha alcun senso andare in acqua. Sì, lo squalo ha attaccato solo bagnanti e snorkelisti e non subacquei, ma perché rischiare?! La mia tesi avrà un fondamento il giorno dopo, mercoledì 8, quando, nel Parco Marino di Ras Mohamed, a Shark&Yolanda Reef, il sito di immersioni più famoso quì a Sharm, ad un subacqueo viene strappata letteralmente una pinna. Dalle varie testimonianze si afferma che sia lo squalo Longimanus con la ferita sulla coda. Intanto a Sharm in questi giorni stanno arrivando esperti da tutto il mondo per spiegare i motivi di questi attacchi inusuali. Diverse le cause che ipotizzano gli esperti, tra cui la carenza di pesce che ha fatto avvicinare alla costa questi predatori cambiando le loro abitudini alimentari, oppure il fatto che per la festa musulmana, ipotesi più gettonata, sono stati gettati in mare capi di bestiame. Dopo qualche giorno i gas che si sono formati all’interno delle varie bestie hanno fatto formare ammoniaca, il cui forte odore ha fatto avvicinare gli squali che, ricordiamo, possiedono un olfatto sviluppatissimo. Il Natale sta per arrivare e qui a Sharm, come sempre, si riverseranno tanti turisti. Come reagirà chi di potere a questa situazione? Facendo carneficina di animali innocenti o riaprendo troppo presto le spiagge ai bagnanti irrequieti di andare in acqua e non a conoscenza del pericolo che potrebbe esserci? Di una cosa sono certo: il fattore economico di questo mese pesa tantissimo nelle tasche di molte persone. Ma è da incoscienti ed ingenui dire che è tutto a posto, riaprendo le spiagge solo perché sono stati pescati due squali non colpevoli dell’accaduto."

A cura di Alessandro Calimeri
Edited by, giovedì 9 dicembre 2010, ore 19,03.

venerdì 10 dicembre 2010

Risultati dell'esame dei morsi di squali degli attacchi di Sharm

Il Dott.Alessandro De Maddalena, uno dei più noti esperti di squali in Europa, ha mandato ieri a Varese News questa nota al direttore:


Alcune considerazioni sugli squali nel Mar Rosso

Spettabile Redazione,
un paio di giorni fa vi ho scritto per comunicarvi le mie conclusioni sugli attacchi di squali in seguito all'esame dei morsi inferti alle prime tre vittime che ho effettuato dietro richiesta della Chamber of Diving and Water Sports of Egypt. Alcuni media hanno riportato il mio comunicato, mentre altri hanno continuato a riportare informazioni inesatte e commenti non pertinenti espressi da persone che nulla hanno a che fare con la ricerca sugli squali.
E' stato appena comunicato da parte dei tre maggiori studiosi di attacchi di squali del mondo, Ralph Collier, Marie Levine e George Burgess (i primi due dei quali contattati dal governo egiziano dietro mia indicazione), che la mia identificazione delle specie responsabili era corretta. Le specie responsabili sono quindi un longimano, Carcharhinus longimanus, e uno squalo mako dalle pinne corte, Isurus oxyrinchus.

Distinti saluti,

9/12/2010
Dott. Alessandro De Maddalena