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sabato 2 luglio 2011

Un anno fa....


Photo by Andrea Petrachi - Palau - Micronesia - July 2010


Una sola parola, una sola emozione : NOSTALGIA !!!

lunedì 13 giugno 2011

Micronesia: un essere misterioso

Micronesia - YAP - Luglio 2010

Vorrei tanto sapere il nome di questo ...corallo? che, toccato con il bastoncino metallico, si sbianca di colpo (per poi tornare "normale" qualche minuto dopo).
Mi sono scordata di chiederlo alla guida ed ora pare difficilissimo risalire alla specie :-(


venerdì 13 maggio 2011

venerdì 28 gennaio 2011

Un'immagine per il weekend


Rock Islands - Palau - Micronesia

Commercio di pinne di squalo vietato a Guam e nelle Marianne


Buone notizie dall'Oceano Pacifico:

Secondo quanto riportato dal Pacific News Center, Guam e il CNMI (Commonwealth of the Northern Mariana Islands) applicheranno lo Shark Conservation Act (di cui ho parlato nei giorni scorsi) per cui il commercio di pinne di squalo sarà vietato in ogni sua forma.
Speriamo che altri paesi aderiscano quanto prima....

Di seguito l'articolo originale:


Local Legislation Introduced To Ban Shark Finning


Guam- With over 100 million sharks killed worldwide every year by commercial fishing, Guam and the CNMI are joining in on the nationwide effort to ban shark finning.

In fact, Vice Speaker BJ Cruz and Senator Rory Respicio have teamed up to introduce Bill 44, which prohibits the trading and selling of shark fins and ray parts. While the Vice Speaker is off island, Senator Respicio explains the federal Shark Conservation Act already makes it illegal to import shark fins. However, this measure makes it possible for the local enforcement of the shark fin ban as well.

“People need to recognize that sharks do provide some contribution to maintaining the ecosystems there” said Respicio. “They are natural born predators and there's really no need the way they harvest these sharks just for finning. They take the fin and then they leave the shark to bleed to death and just die. It's just a very brutal and gruesome way.”

Respicio says he realizes they might be facing some resistance from commercial fishermen, but adds that local fishermen will not be harmed by the bill because federal law already prohibits importing shark fins. He mentions it's time to tighten the loop in Micronesia.

giovedì 27 gennaio 2011

I delfini di Ulong Channel - Micronesia

Ulong Channel - Palau - Micronesia - Luglio 2010

Incontro con un grande branco di stenelle, durante le navigazione nel tratto di mare tra Ulong Island e Ulong Channel.
La qualità del video è un po' bassa, poichè è stato girato con la macchina fotografica, ma mi emoziona comunque rivederlo :-)




mercoledì 1 dicembre 2010

Un treno chiamato...Peleliu Express

Mappa tratta dal sito del diving fish'n'fins



Micronesia - Palau - Peleliu - luglio 2010

Sono in fibrillazione.
La prima immersione della giornata, a Yellow Wall, ci ha mostrato le potenzialità di questi siti di immersione: corrente e squali, squali e corrente!
Non vedo l'ora che l'intervallo di superficie finisca per affrontare finalmente il top delle immersioni di Peleliu: Peleliu Express.
Controlliamo l'attrezzatura, cambiamo le batterie alla macchina fotografica ed alla videocamera, ci rilassiamo un po' chiacchierando con i compagni cercando di prendere qualche raggio di sole tra una nuvoletta e l'altra.
Dopo un'ora e mezza, Daniel ci fa un veloce briefing e finalmente lasciamo il porticciolo alla volta del sito, che dista solo un paio di minuti di barca.
3 delfini si avvicinano e ci scortano fino al punto in cui ci tufferemo poi, ridendo, se ne vanno.
Quale migliore auspicio?
Ci sincronzziamo in modo da essere tutti pronti nel medesimo istante: la corrente qui non scherza e non c'è tempo per aspettare i ritardatari.
Anche noi eviteremo di farci passare l'attrezzatura foto/video e ci butteremo già pronti, gav sgonfio. La barca si avvicina alla costa: one, two, three, GOOOOOO!
Scendiamo lungo la parete verticale: subito un paio di squali grigi vengono a curiosare per poi andarsene.
La corrente è media, ovviamente a favore, ci lasciamo trasportare pigri.
Una tartaruga verde di grosse dimensioni risale placida dal fondo, si avvicina mantenendosi però ad una distanza di rispetto e ci lascia lì, ammaliati.
La parete non è una meraviglia: coralli duri, qualche gorgonia...ho visto di meglio.
E comunque non siamo qui per la parete! E' molto meglio la sommità, che si apre in un pianoro riparato da varie rocce: la varietà di coralli è più ricca ed innumerevoli tartarughe sonnecchiano in qualche anfratto o "brucano" i coralli molli.
Io e il buddy perdiamo un po' di tempo qui con le tartarughe, con un'enorme tridacna gigante (1 metro circa di diametro) e con un iridescente branco di barracuda.
Non sono grossi, ma sono tanti e compatti ed i movimenti del branco seguono l'armonia della corrente come in un balletto.
La corrente. Già.
Ha iniziato a farsi insistente; ci scambiamo uno sguardo e decidiamo di lasciar perdere i barracuda e ricompattarci con il gruppo, prima che sia troppo tardi.
Sulla parete si fila via che è un piacere: pinneggiamo un po' per raggiungere gli altri in breve tempo. Squali e tartarughe ci passano accanto contromano, senza sforzo.
La presenza di pesci si fa più intensa, indice che stiamo arrivando dove iniziano i giochi.
Daniel ci fa segno di tenerci pronti con l'hook, l'uncino di acciaio che servirà ad ancorarci alla roccia sulla sommità della parete, permettendoci di ammirare senza sforzo il via vai degli animali.
Lo agganciamo al gav con il moschettone, liberiamo la cima ed attendiamo il segnale.
GOOOO!
Ci scaglioniamo lungo il ciglio della parete, ci agganciamo alla roccia, lasciamo la cima e volteggiamo come palloncini ad un metro dal fondale.
Di fronte ai nostri occhi uno spettacolo.
Squali grigi e pinna bianca ci scrutano, fermi, con i loro occhi da gatto, ad un passo da noi.
La corrente è fortissima, arriva a strappi, ad onde, con un'intensità quale non avevo mai provato, nemmeno nelle famose pass maldiviane.
La direzione non è sempre la stessa, l'uncino rischia spesso di disincagliarsi facendoci volare via.
Le nostre bolle non salgono. Rotolano. Rotolano via in orizzontale!!!
Ho le mandibole contratte, nello sforzo costante di tenere in bocca l'erogatore che un fiume in piena tenta di strapparmi via ad ogni minimo movimento.
L'angolazione della massa d'acqua che ci investe cambia un po'ed atterriamo pesantemente sul pianoro; fortunatamente non ci sono coralli, tutto pare spazzato via da questa forza. Inginocchiata sulla roccia, cerco di sollevare la videocamera per filmare gli squali che danzano incessanti davanti ai nostri occhi.
Non ce la faccio. Non riesco letteralmente ad alzare le braccia e portarmi lo scafandro davanti agli occhi.
Impreco come solo uno scaricatore di porto sa fare, e nel guardarmi intorno, scopro con orrore che il buddy, inginocchiato poco più avanti di me, sta involontariamente ed inconsapevolmente schiacciando la mia cima con una pinna, interrompendo la tensione del hook che sta perdendo la presa.
Cerco di raggiungere lo shaker, ma mi sembra di lottare contro un fiume in piena. Allora urlo. Urlo fino a sgolarmi, aggrappandomi con le dita alla roccia, fissando terrorizzata l'uncino che lentamente si sta sganciando. Non mi sente. Cerco di girarmi e con la coda dell'occhio vedo che gli altri sono intenti a guardare gli squali. Se volo via non se ne accorgerà nessuno.
Peleliu. Ultima isola prima del nulla.
Chissà se mi ritrovano, in tutto questo blu.
Ora capisco gli incidenti avvenuti in questo posto, gente a cui la forza dell'acqua ha strappato l'erogatore di bocca e che sono annegati così, in solitudine in mezzo ad un gruppo, senza riuscire a rimetterselo o recuperare quello di emergenza.
E rabbrividisco ripensando ai vari forum dove sub con una ventina di immersioni alle spalle erano stati portati qui e consigliavano questa immersione anche ad altri open water!
Con uno sforzo incredibile mi aggrappo al fondo come un giaguaro, mi trascino e riesco a raggiungere la pinna gialla del Cicciuzz: gli dò uno strattone, lui si gira e capisce. Alza il ginocchio e mi cambia la giornata.
Un'ondata di sollievo prende il posto della scarica folle di adrenalina, posso godermi il panorama.
Uno squalo pinna bianca mi ipnotizza con i suoi movimenti: se ne sta fermo contro corrente, immobile. Poi si lascia trascinare per qualche metro e con un guizzo della coda si riporta nella stessa posizione, chiudendo un cerchio. Così per decine di volte. Altri squali invece vanno, vengono, si muovono. Questo no, avanti, indietro, senza senso.
Mi giro un po' verso Tom: ha i capelli tutti pettinati all'indietro e le guance che sventolano flaccide come quelle di un novantenne nella galleria del vento...rido, mi riesco a girare un po' e lo riprendo per qualche secondo. Impossibile pensare di fare qualche ripresa più lunga, oggi.
Daniel ci chiama: stiamo sforando con la deco, è ora di andare.
Anche ora ci dobbiamo sincronizzare per sganciarci tutti insieme: one, two, three...GOOOO!
Veniamo letteralmente spazzati via. Voliamo sul plateau ad una velocità impressionante. Il fondale sembra una colata di cemento, tanto è liscio ed uniforme. Niente attecchisce in questo triangolo che si butta nel nulla.
Uno squalo grigio ci accompagna per un po'.
Ci portiamo a 5 metri e facciamo la nostra sosta in corsa, sul Peleliu Express.
Il bordo del plateau si avvicina inesorabilmente. Poi sotto di noi ci sarà solo il blu. Ci stringiamo un po'.
Il salto nel vuoto è impressionante, veniamo catapultati fuori dal reef con una forza inaudita, perdiamo ogni riferimento visivo.
Inaspettatamente la corrente si spegne.
Così, all'improvviso.
Anche la nostra tappa è finita, gonfiamo il pallone e risaliamo.
La costa è distante, siamo sospesi nel nulla e la barca...boh.
La barca è lontanissima e compie delle manovre strane, va avanti e indietro.
Daniel sbuffa. A bordo c'è un anziano capitano, preso in prestito da un altro diving. Sta pescando.
Occorreranno una ventina di minuti buoni perchè si accorga dei palloni e venga a recuperarci, tempo sufficiente perchè Bee Bee finisca la sua lunghissima deco, penalizzata dall'aria e dal Suunto.
Domani nitrox anche per lei, si è convinta.
I mitici e gustosi Bento box preparati dal diving ci aspettano ad Orange Beach, abbiamo bisogno di un po' di energie prima di affrontare la terza immersione!

giovedì 21 ottobre 2010

Chandelier Cave

in costruzione

Micronesia - Palau

immagine tratta dal sito http://www.fishnfins.com/

immagine tratta dal sito http://www.samstours.com/









Jellyfish lake - Micronesia

in costruzione
Uno dei posti più particolari in cui mi è capitato di immergermi, è certamente il famosissimo Jellyfish Lake, in Micronesia. Questo piccolo bacino, circondato da una fitta foresta tropicale che lo separa dalle acque cristalline della laguna di Palau, ha la peculiarità di essere abitato da milioni di meduse non urticanti, che migrano tutti i giorni da una sponda all'altra del lago, seguendo il percorso del sole.
Il lago mi ha regalato un pomeriggio speciale e la voglia di approfondire le scarne notizie ricevute durante il briefing, così mi è venuto in mente di raccoglierle qui.

Notizie generali (tratte da:Wikipedia e liberamete tradotte da me)
Il Jellyfish Lake (Palauano: Ongeim'l Tketau, "Quinto lago") è un lago marino situato nell’isola di Eli Malk nell’arcipelago di Palau (Micronesia). Eil Malk fa parte delle Rock Islands, un gruppo di piccole isole disabitate nella zona sud della laguna di Palau, tra Koror (l'isola che ospita la capitale) e Peleliu (l'isola più meridionale della laguna).

immagine tratta da Wikipedia

Ci sono circa 70 altri laghi marini nelle Rock Islands di cui il Jellyfish Lake è il più famoso, grazie a milioni di meduse non urticanti che migrano quotidianamente da una parte all’altra del lago.

Il lago è connesso all’oceano attraverso fenditure e tunnel scavati nel calcare risalente al tardo Miocene; tuttavia risulta sufficientemente isolato e le condizioni così differenti che la varietà delle specie viventi nel lago è molto ridotta rispetto all’adiacente laguna ed inoltre e la loro evoluzione è avvenuta in modo sostanzialmente differente rispetto a specie simili che vivono in mare aperto.

Il lago risale a 12,000 fa; l’età è stimata in base alla profondità del lago (circa 30 metri) sullo spessore del sedimento (almeno 20 metri) e all’aumento del livello del mare. Circa 12000 anni fa, il livello del mare salì fino al punto in cui l’acqua iniziò a riempire il bacino del lago.

immagine tratta da Wikipedia


Comparazione tra la medusa dorata (Mastigias sp.) che vive nel lago e quella a pois (Mastigias papua) che vive nella laguna adiacente. Immagine tratta da Wikipedia


Comparando la medusa che vive nel lago (a sinistra) e la sua parente prossima della laguna (a destra) risultano evidenti i cambiamenti:la perdita delle macchie, la variazione di colore e la notevole riduzione dei tentacoli nella medusa dorata presente nel Jellyfish Lake.

Due specie di meduse vivono nel lago: la medusa luna (Aurelia sp.) e la medusa dorata (Mastigias sp.).

continua.....