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mercoledì 2 febbraio 2011

Affondata la balena di S.Rossore


La carcassa della balenottera comune spiaggiatasi la settimana scorsa sulla costa toscana di San Rossore, è stata esaminata, studiata e poi affondata tra mille difficoltà (tecniche e meteo).
Le spoglie di "Regina" (così chiamata, nonostante si trattasse di un esemplare maschio, perchè morta in prossimità della ex-tenuta del re) riposeranno su un fondale di circa 50 metri, interdetto alla pesca, e verranno costantemente monitorate da un gruppo di studio per 18 mesi, con lo scopo di studiare i processi di decomposizione in acqua e la crezione di un nuovo ecosistema marino.

News e foto tratte dal Corriere della Sera

mercoledì 26 gennaio 2011

Balena di 25 metri spiaggiata in Versilia

Triste notizia: un cetaceo di 25 metri si è spiaggiato sulle coste della Versilia, in prossimità del Parco di San Rossore.
Di seguito l'articolo del Corriere della Sera:

Grande balena spiaggiata in Versilia
I pescatori l'avevano vista agonizzare. Le cause della morte: o troppi sacchetti di plastica o una malattia

PISA – A vederla agonizzare, in mare aperto, sono stati alcuni pescatori di Viareggio. «Aveva perso l’orientamento, sembrava respirasse anche a fatica», hanno raccontato. Per due giorni, Regina una balena di 25 metri, ha lottato davanti alle coste della Versilia e poi, nella notte tra mercoledì e giovedì, si è spiaggiata nel parco di San Rossore, tra il fiume Morto e il Serchio, nel comune di San Giliano Terme (Pisa), a tre chilometri dall’ex villa presidenziale del Gombo dove ha trascorso le vacanze anche Tony Blair.

L’hanno trovata giovedì mattina alcuni addetti del Parco che hanno dato l’allarme e hanno battezzato il cetaceo con il nome di Regina perché per il suo ultimo viaggio ha scelto l’ex tenuta reale (e poi presidenziale) di San Rossore, oggi trasformata in parco naturale. «Abbiamo avvertito immediatamente la Forestale e gli esperti del Centro di biologia marina di Livorno – spiega il presidente del parco Giancarlo Lunardi -. A prima vista sembra un esemplare adulto. E’ la prima volta che sulla spiaggia del parco si arena una balena. E’ una cosa impressionante e come amanti dell’ambiente ci dispiace molto».

Regina ha scelto di morire in una delle zone meno inquinate del litorale, davanti appunto all’oasi strappata a insediamenti urbanistici e industrie. Le cause della sua morte sono ancora da accertare e solo l’esame sulla carcassa darà nei prossimi giorni una conferma. Gli esperti però parlano di due possibili ipotesi: meccanica (la balena potrebbe aver ingerito una grande quantità di sacchetti di plastica) e biologica (è stata colpita da una malattia). La carcassa sarà custodita probabilmente nel museo di storia naturali di Calci, in provincia di Pisa.

Marco Gasperetti

Foto tratte da il Tirreno

venerdì 21 gennaio 2011

Squali elefante e balene ad Olbia !!!

Buone notizie per i nostri mari: nei giorni scorsi, nelle acque antistanti Olbia (Sardegna) sono stati avvistati 2 esemplari dell'innocuo squalo elefante (Cetorhinus maximus) e 2 di balena (peccato non saperne la specie) intenti a cibarsi di plancton nell'Area Marina Protetta di Tavolara.

Di seguito l'articolo tratto da La Nuova Sardegna.
Foto di Egidio Trainito.




Squali e balene superstar, i giganti del mare solcano le acque di Tavolara
Avvistati due esemplari di 20 metri a Punta Timone e Molarotto: ghiotti di plancton, si concedono ai fotografi

OLBIA. Danzano sul velluto blu delle acque di Tavolara. Squali e balene, signori del mare, scivolano eleganti, vanitosi. Quasi consapevoli di essere delle superstar. Osservati, studiati, fotografati nelle loro evoluzioni dagli uomini dell'Area marina protetta. Hanno scelto le placide acque della Gallura per svernare. Giganti dei mari che da alcune settimane arrivano puntuali all'appuntamento quotidiano con gli scienziati del mare per il loro set fotografico.

Due diversi avvistamenti, in due aree non troppo lontane tra loro. A Punta Timone, dietro Tavolara, in zona militare, due squali elefante banchettavano. I pesci sono innocui si nutrono di plancton e piccoli crostacei. «Della coppia fanno parte un maschio di 10 metri e una femmina di 7 metri e mezzo - spiega Pier Panzalis, uno dei biologi dell'Area marina protetta -. Siamo riusciti ad avvicinarci mentre si nutrivano».


Ma anche grazie alla collaborazione con il Centro di ricerca mammiferi marini, il Crimm, sono state avvistate più volte nella zona vicino a Molarotto due balene. «Due esemplari imponenti di 20 metri - dice la vicepresidente del Crimm, la biologa marina Francesca Magnone -. Un avvistamento che acquista un senso particolare, non troppo frequente nelle coste della Gallura. Ancora più raro vederle mentre si nutrono. Non è un caso che le balene si siano fermate nella zona A, quella di tutela integrale dell'Area marina protetta, in cui l'effetto riserva è più marcato». Balene buongustaie che hanno scelto una delle zone più ricche di plancton.


«Questi mammiferi si vedono di solito lontano dalla costa, in acque profonde - continua Magnone -, solo in rare occasioni si avvicina alle coste per alimentarsi. Le balene non hanno denti, ma fanoni, lamine sfrangiate in setole che utilizzano come setacci per filtrare plancton e pesci di cui si nutrono. Anche se innocuo è importante averne rispetto visto la mole imponente».



Negli scatti del naturalista Egidio Trainito si possono ammirare gli squali mentre si concedono ai fotografi durante il lauto pasto. «Per noi è la conferma che andiamo verso la giusta direzione - continua Panzalis, dell'Amp -. A Tavolara si moltiplicano i passaggi di specie protette che si avvistano raramente vicino alla costa. Osservare due balene da 50 tonnellate muoversi agili vicino a Molarotto è un'emozione che ripaga dei tanti sforzi. Ma per noi è prima di tutto un prezioso elemento di studio. Là c'è la zona di riserva integrale, in cui è vietato l'accesso all'uomo. È un'area di ripopolamento». Un laboratorio all'aperto voluto con forza dal direttore dell'Amp, Augusto Navone. Un laboratorio in cui le specie crescono in assenza del loro più pericoloso nemico. L'uomo.

martedì 18 gennaio 2011

Quanto darei per passare un'ora con...


...un cucciolo di una tonnellata !!!

Il Daily Mail riporta la grande emozione del videoperatore Roger Munns che, mentre si trovava al largo delle isole Tonga (Oceano Pacifico) per girare un documentario sul corteggiamento delle balene megattere, si è trovato a giocare per un'ora con un cucciolo di una tonnellata.
Qualche foto di questa straordinaria avventura: